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Mercoledì, 31 Ottobre 2012 10:20

Terremoto dell'Aquila, i satelliti hanno individuato il movimento di alcuni edifici durante lo sciame sismico prima del crollo

Redazione mediaGEO

Vista Onna_SAR_PS_1

Prima del terremoto in Abruzzo del 6 Aprile 2009 alcuni edifici di Onna si sono spostati durante lo sciame sismico e poi sono collassati. Le misure di questi spostamenti sono state registrate dai satelliti radar dell'Agenzia Spaziale Europea (Envisat-ASAR).

Ad affermare tutto ciò, a seguito dei primissimi risultati ottenuti attraverso l’Interferometria Differenziale SAR (DInSAR) con la tecnica detta dei PS (Persistent Scatterers), è il Dott. Massimo Morigi dell’ISPRA che li ha presentati a Roma il 3 ottobre 2012 durante la Conferenza Internazionale della IEEE First AESS European Conference on Satellite Telecommunication, organizzata dalla ESTEL Conference.

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Nell'ambito di uno studio condotto per un Dottorato di Ricerca in Geoinformazione presso l’Università di Tor Vergata, Morigi da due anni porta avanti una ricerca per il monitoraggio degli effetti sugli edifici in muratura ordinaria durante uno sciame sismico. Studi di questo genere non sembrano essere ancora diffusi per una naturale tendenza del mondo ingegneristico strutturale a voler “misurare con mano” cedimenti e stati fessurativi delle strutture a rischio, reputando quindi una tecnica “indiretta” come quella studiata da Morigi, poco affidabile. Questo studio potrebbe essere il primo al mondo di questo genere, quindi ci si aspetta che conferme in tal senso possano celermente venire da altri studiosi dello stesso settore.

Massimo Morigi, appartiene anch'egli alla schiera dei ricercatori italiani messi a latere proprio dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (DPC), insieme a Giampaolo Giuliani (polemicamente contestato da Guido Bertolaso), che emozionati dalle risultanze di misure fisiche effettuate durante lo sciame rappresentavano le uniche voci fuori dal coro durante l’evento del terremoto all’Aquila. Si badi bene che gli studi di Morigi non trattano di “prevedere terremoti” ma di prevenzione e riduzione del rischio tramite analisi di misure fisiche.
Chi ha convinto che tutto ciò era effettivamente ed operativamente monitorabile, afferma Morigi sono le “innumerevoli evidenze scientifiche”, descritte anche durante la sua deposizione come testimone al processo dell’Aquila (quello che ha visto condannata la Commissione Previsione e Prevenzione Grandi Rischi), riportate dai massimi esponenti italiani del settore quali "...ad esempio i prof.ri Prati e Rocca del Politecnico di Milano o il dr. Alessandro Ferretti, Amministratore delegato della Società Spin-off TRE (Tele-Rilevamento Europa) di Milano...", purtroppo non chiamati a testimoniare durante il processo dopo la testimonianza di Morigi. Ad essi si aggiungono anche "...le risultanze e gli investimenti di altre realtà scientifiche nazionali, quali: l’Agenzia Spaziale Italiana, il Ministero dell’Ambiente, e-Geos (ASI/Telespazio), il Politecnico di Torino, Napoli e Bari e le Regioni Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Campania e il Comune di Roma, oltre i Centri di Competenza nazionali individuati dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale...".
"Non riesco a concepire", sottolinea inoltre Morigi,"come sia possibile che tutti questi esperti non abbiano mai applicato tali tecniche per monitorare le strutture a rischio, quali, quelle intrinsecamente vulnerabili. Eppure", continua lo stesso, “l’elenco delle strutture vulnerabili (edifici di culto, storici e strategici, scuole, ospedali e Università), anche dell’Aquila, come di molte altre Regioni, erano note sin dal 1999 ed aggiornate nel 2005 anche dal prof. Mauro Dolce, e la DPC applicava i risultati di tali tecniche sin dal 2004, per comprendere meglio le dinamiche in atto e consentire una migliore gestione delle emergenze, nonché delle grandi opere.
Si riuscì a dimostrare nel 2002, durante un processo a Rovigo (perizia – storia dei cedimenti), oltre gli studi di Camaiore nel 1995 – di via Vigna Jacobini nel 1998 e di Foggia nel 1999, che i dati, acquisiti attraverso queste tecniche, permisero di evidenziare le cause che determinarono le lesioni ad una serie di edifici ed a ricostruire esattamente l’evoluzione del quadro fessurativo strutturale."

Avendo avuto la possibilità di analizzare questi dati durante lo sciame sismico che ha preceduto il terremoto dell'Aquila ho chiesto a Morigi se avesse effettuato studi anche sulla città dell'Aquila stessa ed in particolare sull'edificio che ha mietuto più vittime ed egli ci ha risposto che "...inizierò tra breve ad analizzare i dati e i grafici dell’area intorno alla casa dello studente, la più colpita, per ora ho concentrato la mia ricerca sulle Città di Onna e Paganica”.

Abbiamo rivolto anche altre domande a Morigi di cui vi riportiamo:

- Nel futuro continuerà a fare ricerche in questo settore?
M.M.: “Si certo, desidererei effettuare, impiegando le stesse tecniche e migliorando gli strumenti di cui mi sono dovuto dotare, oltre quelli che mi è stato concesso di utilizzare presso l’Agenzia Spaziale Europea, grazie al Dottorato di Ricerca, a studiare il comportamento degli edifici durante il periodo dello sciame sismico del terremoto Umbria-Marche 1997 e dell’Emilia, nonché dei vari crolli verificati a Pompei nel 2011 e 2012 e del crollo di una parete rocciosa a Ventotene nel 2010”.

- A proposito di tecniche PS, perché la DPC e alcuni scienziati affermano che il Progetto Straordinario di Telerilevamento (PST), che massicciamente impiega queste tecniche, afferisce solo a studi di subsidenza, bradisismi, faglie sismiche attive, zone vulcaniche e frane lente?
M.M.: "Attraverso la tecnica dei scatteratori permanenti (Permanent Scatterers, PS) è possibile identificare, mediante osservazioni radar satellitari multitemporali, bersagli naturali o artificiali già presenti sul terreno e quindi fornire informazioni sul loro spostamento nel tempo e lungo la linea di osservazione del satellite relativamente ad un punto considerato stabile ("reference point") e nell'ambito dell'area di osservazione del satellite ("frame"). Tali bersagli naturali o artificiali non possono essere identificati al seguito di una volontà superiore, ossia discriminati tra PS per il rischio idrogeologico o PS per il rischio vulcanico, loro, gli scatteratori permanenti, rimangono e rispondono al segnale radar, frequentemente, sempre nella stessa modalità. Quindi affermare ciò mi sembrerebbe come il voler tirare una giacca che è corta e aggiungo che tale "caratterizzante insincerità" è stata verbalmente pronunciata anche durante il Processo dell'Aquila attraverso una dichiarazione spontanea".

- Che tipo di interesse stanno suscitando i suoi risultati?
M.M.: “Venerdì 26 ottobre ero ad un Convegno con Giampaolo Giuliani, organizzato dal Sindaco del Comune di Grantorto (PD) il dott. Luciano Gavin, e la Soc. GEOPLAST, dal titolo: Prevenzione, Comunicazione e Previsione Sismica. Se ad una persona viene “permesso e concesso” di divulgare e/o richiesto il suo intervento, tutti noi possiamo accrescere le nostre conoscenze ed accedere a servizi privi di compensi o richiederli, in quanto “già” diffusamente pagati dalla comunità tutta e operativi in vari progetti”.

Di seguito vi riportiamo alcune immagini esplicative presentate alla ESTEL Conference:

Vista Onna_SAR_PSImmagine SAR_Envisat prodotta per verificare la aree di layover, ossia dove il segnale radar non vede, utilizzata per la verifica dei Persistent Scatterers sovrimposta ad immagine google 3D
(cliccare per ingrandire)

 

Estel conf_Morigi_Avanzi_1

Estel conference Morigi Avanzi 2Valori della retta di regressione. Stack 1 di tutti i movimenti relativi a partire dal 20030330 al 20081123. Stack 2 di tutti i movimenti relativi a partire dal 20030330 al 20090211, ossia prima dell'inizio dello sciame sismico e mentre insiste lo sciame sismico. Sono state analizzate in tutto 32 immagini SAR Envisat-ASAR. Nella seconda immagine del 2009 Google si può notare che, dove cambia il valore, c'è un crollo. (cliccare per ingrandire)

 

Lo studio di dettaglio e le risultanze, per il momento relative alle sole strutture di Onna, verranno presentate su un nostro prossimo editoriale.

 


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