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Giovedì, 11 Ottobre 2012 00:23

IAC 2012, un congresso astronautico che ha superato ogni aspettativa

Redazione mediaGEO

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Dire che il Congresso Internazionale di Astronautica (IAC, International Astronautical Congress) sia l'evento annuale al quale non si dovrebbe mai mancare non è esagerare, ma semplicemente affermare una realtà confermata dalla presenza, a Napoli, di più di 3300 partecipanti provenienti da 84 nazioni. E' l'evento principale del mondo spaziale e, che in questa sua 63ma edizione si è rivelato anche essere anche quello di maggior successo degli ultimi anni, anche grazie alle 2800 tra presentazioni, pannelli e sessioni plenarie che hanno riempito le giornate dei lavori quotidianamente dalle 8 del mattino alle 18. Partecipare in pratica è indispensabile, educativo, illuminante e, ovviamente, estenuante.

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E' dunque impossibile seguire tutti i lavori di un Congresso così ricco ed interessante, ed anche limitandosi ai propri interessi, se questi sono appena più vasti della singola specializzazione, diventa raro non incontrare sovrapposizioni di orari. L'organizzazione è stata adeguata per un evento di queste proporzioni, ma non è stata brillante come sarebbe dovuta essere, visto anche il livello professionale delle molte presenze straniere. Questa impressione è stata anche confermata da diversi partecipanti reduci anche di altre esperienze, che non sono rimasti impressionati dalla gestione dei trasporti, dalla disposizione delle sale ed in generale di altri aspetti legati al luogo scelto per l'evento. Ma i contenuti c'erano, la gente pure, e questo è quello che conta.

L'Italia dello spazio ha fatto una bella figura, ma ha mancato una grande opportunità legata al fatto di poter "giocare in case". Gli stand dell'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana, e del CIRA, il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali, erano smaglianti, ben fatti e ben visibili, affiancati da quello dell'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea e, più in là, da quello della JAXA, la corrispondente Agenzia giapponese. Una bella immagine, ma che non ha rappresentato le piccole e medie aziende che compongono quel ricco sottobosco di nicchie di tecnologia che alimentano l'industria nostrana del settore. Solo Thales Alenia Space aveva uno stand di ragguardevoli dimensioni, ma ovviamente non rappresenta più solo la nostra nazione. Il punto è che, dati i costi di accesso al Congresso non del tutto favorevoli nelle presenti contingenze economiche, le nostre istituzioni avrebbero forse potuto promuovere un grande stand da dividere tra diverse PMI, per esempio quelle che ricevono regolarmente sensibili finanziamente tramite i bandi di ricerca promossi dall'ASI. Questa è stata per esempio la scelta olandese che ha organizzato in un solo stand la partecipazione di 6 piccole aziende che hanno avuto così l'occasione non solo di presentare prodotti, ma anche di creare contatti, un altro punto fondamentale della presenza al Congresso, forse più utile per i "piccoli" che per i "grandi".

Il presidente dell'ASI, ing. Saggese, circondato dai giornalisti nello stand dell'ASI.

Grandi assenti la NASA, l'Amministrazione Americana per l'Aeronautica e lo Spazio, e la RKA, l'equivalente Agenzia russa. Ma la NASA ha comunque inviato importanti esponenti, a cominciare dall'Amministratore Charles Bolden, seguito poi dai responsabili per i programmi spaziali umani, Gerstenmaier e Suffredini, e dalle 'star' del momento, il capo progetto di MSL/Curiosity Richard Cook accompagato da Miguel San Martin, il responsabile dei sistemi di guida, navigazione e controllo per il Jet Propulsion Laboratory, il centro NASA che ha condotto la missione. I cinesi, in fortissima rappresentanza, hanno partecipato sia con un attivissimo contingente studentesco, sia con la prima astronauta cinese, Yang Liu.

Yang Liu, la prima donna astronauta cinese, racconta la sua esperienza nello spazio.

Non possiamo non citare la presenza di Buzz Aldrin, che ha passeggiato tra gli stand della mostra e che si è anche intrattenuto a lungo con Thomas Reiter, astronauta e direttore dei voli spaziali umani per l'Agenzia Spaziale Europea. Aldrin è intervenuto l'ultimo giorno del Congresso per un ricordo di Neil Armstrong, recentemente scomparso, e suo compagno di missione durante il primo sbarco sulla Luna, nel 1969.

Reiter (a sinistra) e Aldrin (a destra) discutono all'interno dello stand dell'Agenzia Spaziale Europea.

Rimanendo sullo storico, siamo rimasti un po' colpiti che il Congresso, che ricordiamo essere organizzato dalla IAF, International Astronautical Federation, non abbia ricordato in maniera congrua la ricorrenza del 55mo anniversario del lancio del primo satellite artificiale, lo Sputnik 1, forse l'evento chiave che ha dato una ragione d'essere al Congresso stesso. Alcuni delegati russi hanno di proposito, e giustamente, aggiunto una pagina iniziale alle loro presentazioni, evidenziando proprio la ricorrenza. Un'altra piccola nota stonata (che sarebbe stato facile evitare) che però non altera il risultato eccezionale di questo intensissimo evento.

In definitiva il messaggio generale è chiaro. Nonostante la crisi economica del mondo occidentale, il settore spaziale può progredire e può offrire innumerevoli servizi alla comunità sia in termini pratici, sia per la ricerca tecnologica e scientifica. E quello che prima era il campo do gioco di poche grandi nazioni, è ora dominio di gara anche per nazioni più piccole che si specializzano in servizi e tecnologie raffinate, oppure per nazioni in via di sviluppo, forse le più aggressive e per certi aspetti innovative nel tentativo di aggirare gli ostacoli economici. Non dimentichiamo che quest'anno è anche iniziata l'era di un nuova commercializzazione dello spazio, con l'entrata in gioco di contendenti come SpaceX per contratti di servizi verso l'orbita bassa per il trasporto di merci e di persone. Una grande innovazione, guidata da nuove filosofie che stanno dimostrando solidità ed economicità. Una via che passa anche attraverso l'accesso, offerto in via eccezionale a questa edizione dello IAC, agli studenti (pochi italiani, molto più quelli stranieri, chissà perchè …): una presenza importante e critica per un buon sviluppo del settore.

Studenti affollano lo stand del DLR (il Centro Aerospaziale Tedesco)
che i maniera lungimirante era dedicato esclusivamente all'educazione.

Il prossimo Congresso della IAF si terrà a Pechino, nel 2013, ed il successivo sarà a Gerusalemme. Passeranno anni prima che tale evento torni in Italia. Speriamo che per la prossima opportunità l'Italia possa vantare molti altri primati ed un ruolo sempre più importante nel settore e, soprattutto, che sia rappresentata in modo più completo.


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