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Martedì, 07 Agosto 2012 12:51

Curiosity, immagini e video da Marte

Redazione mediaGEO

msl curiosity logo
Siamo nel 2012 e siamo solo apparentemente avvezzi a degli 'exploit' tecnologici che solo un decennio fa ci avrebbero riempito di meraviglia. Diciamo "apparentemente" perchè in realtà non ci rendiamo conto del valore di certe realizzazioni perchè il distacco tra società (la quale offre modelli sempre più banali a cui rapportarsi) e tecnologia (che diventa sempre più complessa dal punto ingegneristico, ma non al punto di essere incomprensibile) si fa sempre più marcato, purtroppo.

Per rendersene conto bisogna osservare con criticità le immagini ed il video appena "giunti" da Marte, dati che ci sono arrivati dal 'rover' Curiosity tramite ponti radio stabiliti mediante satelliti già in orbita intorno a Marte (ben tre) e collegamenti diretti tra le gigantesche antenne della Deep Space Network della NASA e la piccola antenna in banda X montata sul 'rover'.

Aeronike

La prima immagine, anzi due, sono la versione in risoluzione completa di quelle scattate dalle due piccole telecamere da 512 pixel per lato (sostanzialmente delle 'webcam') poste sul retro del 'rover' ed analoghe alle due poste di fronte. Sono telecamente di navigazione e vengono usate durante il moto autonomo del veicolo sulla superficie. Appena atterrato abbiamo ricevuto un 'thumbnail', una versione ridotta a 64x64 pixel delle immagini. Poi le abbiamo ricevute sotto-campionate per non occupare la preziosa banda offerta dal ripetitore di Mars Odissey. Infine le abbiamo ricevute alla massima risoluzione, eccole.

 

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Immagine dalla telecamera di navigazione posteriore sinistra - Click per ingrandire

 

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Immagine dalla telecamera di navigazione posteriore destra - Click per ingrandire

 

 

La montagna che si nota nelle immagini è uno degli obiettivi del 'rover' che proverà a scalarla nei prossimi due anni di missione. Sono immagini del suolo marziano che forse sembrano banali, ma che in realtà offrono una ricchezza di dettagli ed informazioni che i geologi stanno già analizzando. E questo semplicemente da due telecamere a bassa risoluzione. Nei prossimi giorni verrà dispiegato il braccio (o "albero") principale con la telecamera panoramica ad alta risoluzione ed a colori: il primo panorama a 360 gradi sarà sicuramente qualcosa di favoloso.

Durante la discesa una telecamera denominata MARDI (Mars Descent Imager) ha fornito, al rateo di 4 immagini al secondo, dati importanti per gli algoritmi di guida e navigazione del 'rover'. La telecamera ha iniziato ad operare dopo il distacco dello scudo termico (vedi la 'timeline' discussa in questo articolo). Le immagini sono state memorizzate e ricevute a terra e con esse prodotto un filmato in cui poco meno degli ultimi 3 minuti della temuta sequenza di atterraggio possono essere vissuti dal punto di vista del 'rover'.

Pagina con link filmati a diverse risoluzioni: http://mars.jpl.nasa.gov/msl/multimedia/videos/

Nel filmato, ricordate che si tratta di immagini prese solo 4 volte al secondo (il che accelera gli eventi di parecchio), si vede la separazione dello scudo termico poco dopo l'apertura del paracadute, la discesa con il paracadute, l'emozionante distacco dal paracadute e la discesa con i retrorazzi fino al polverone sollevato dai getti che oscura la superficie. Poco prima del contatto si nota il dispiegamento delle ruote (se ne vede una in particolare) e in quel momento il 'rover' era già sospeso alle funi dello 'sky-crane' che lo hanno avvicinato alla superficie.

Per finire va ricordato che mentre Mars Odissey stava operando come ripetitore per trasmettere a terra in tempo reale i dati della discesa finale, essendo in quel momento la Terra sotto l'orizzonte di Marte, un'altra sonda, MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) stava passando proprio sulla zona di atterraggio registrando i dati trasmessi dal veicolo in discesa (per poterli poi ritrasmettere al centro di controllo qualora il collegamento via Mars Odissey avesse avuto dei problemi). MRO è dotata della telecamera ad altissima risoluzione HiRise che dal 2004 sta inviando immagini spettacolari della superficie del pianeta rosso. Ebbene, in base alle predizioni del percorso di discesa, HiRise è stata orientare per cercare di vedere MSL durante i famosi "sette minuti di terrore". Ed il risultato è questa foto a dir poco spettacolare in cui si vede il 'rover' ancora chiuso nello scudo aerodinamic (detto anche 'backshell') e sospeso al paracadute che si vede operare perfettamente (il più grande paracadute con dispiegamento a velocità supersonica mai realizzato).

 

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La foto è stata scattata da una prospettiva per cui la zona di atterraggio, quasi sotto MSL, non era visibile a MRO. Ciononostante è veramente incredibile che si sia riusciti a catturare questo istante in un gioco di meccanica celeste di elevatissima precisione a dispetto delle incertezze dovute alle variazioni della densità atmosferica e ad altri fattori ambientali che hanno modificato leggermente la traiettoria prevista per l'atterraggio.

Capire tutto quello che c'è dietro immagini e video di questo tipo non è difficile. Sono cose complesse, ma non sono mai sufficientemente complesse da non potersi spiegare anche perchè alla fine dei conti i sistemi spaziali vengono sempre tenuti il più semplice possibile per evitare che guasti, errori, ed altre incertezze, causino problemi alla missione o la perdita di informazioni. Capire vuol dire anche che poter osservare queste immagini e questo video non è cosa scontata, anche se siamo nel 2012. E questo vuol dire apprezzare tali prodotti nella loro eccezionale spettacolarità di gran lunga più coinvolgente della artificiale plasticità di un film in 3D come ad esempio Avatar. Da oggi abbiamo un altro 'avatar' su Marte, con il quale esplorare un pianeta, e questo è realtà, non fantasia.


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