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Martedì, 10 Aprile 2012 08:59

Cosmo Sky Med può monitorare edifici e strutture a rischio?

Redazione mediaGEO

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In questi giorni se ne discute in un processo, ove si confrontano i più grandi esperti della Protezione Civile, per stabilire se Cosmo avesse potuto dare evidenza dei movimenti degli edifici dell’Aquila che sono crollati nel terremoto del 2009.

La risposta al quesito non è facile e sembrerebbe quasi  come se la possibilità teorica ci sia, ma le condizioni al contorno siano poi impraticabili, almeno questo è quello che sta emergendo dagli atti del processo che vede imputati tutti i componenti della Commissione Grandi Rischi che all’epoca si riunì per valutare il rischio all’Aquila.

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Il fatto che noi siamo abituati a pensare alle immagini di un satellite in un certo modo forse ci induce in inganno nel momento in cui si pensa che Cosmo è un Radar e la capacità di monitoraggio si basa sulla misura della variazione della distanza tra satellite e “riflettore”, cioè proprio quella distanza tipica che mostrano i radar sui loro schermi. Tutte le misure di spostamento sono prese lungo la direzione di vista del satellite, e sono in genere relative, riferite cioè ad un punto di riferimento considerato stabile come bersaglio radar e immobile rispetto al terreno.

La tecnica SAR adottata da Cosmo sembra poter arrivare a misurare questa variazione di distanza in termini millimetrici utilizzando “riflettori naturali”, elementi cioè che naturalmente riflettono benissimo le onde radar (in banda X) e che sono stati mappati in Italia con un grande progetto, costato 25 milioni di euro nel 2006, denominato «Piano straordinario di telerilevamento satellitare» che prevede appunto il monitoraggio del territorio nazionale anche utilizzando questi riflettori denominati scientificamente Permanent Scatterers (PS).

radar6Principio alla base della tecnica PS: combinando due o più immagini SAR è possibile misurare l’entità e la direzione dello spostamento di un Persistent Scatterer.

Il satelliti Cosmo Sky Med finanziati dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal Ministero della Difesa possono utilizzare benissimo questi Permanent Scatterers per produrre mappe di subsidenza e di monitoraggio degli edifici (vedi ad esempio l’interessante report di  Derrold W. Holcomb , Un occhio dall’alto con l’interferometria satellitare per monitorare operativamente fenomeni di subsidenza, su GEOmedia 1-2012) ma c’è bisogno di un alto numero di misurazioni, immagini SAR prese con passaggi successivi, sembra almeno 30.

Ebbene per l’Aquila furono rese disponibili 2 immagini, sulla base delle quali non si potè scientificamente stabilire la presenza di reale movimento in atto nel terreno.
La domanda che ci si pone al processo è però come mai la facoltà di orientare l’asse di vista per prendere più immagini successivamente non sia stata attivata in quell’occasione. I satelliti Cosmo hanno un’anima militare e sembra che per attivare tale facoltà sia necessario dimostrare un’emergenza. Quasi un paradosso burocratico che si spera venga presto sciolto se impedisce a un sistema di monitoraggio dell’emergenza di essere attivato solo a seguito dell’emergenza stessa.

(Fonti:
http://straordinariaresistenza.comunita.unita.it/2012/04/08/laquila-cera-un-satellite-per-valutare-gli-edifici-a-rischio/
http://www.asi.it/it/attivita/osservazione_terra/cosmoskymed
http://www.pcn.minambiente.it/GN/progetto_psi.php?lan=it#)


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