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Venerdì, 09 Marzo 2012 10:18

Open Data ed emergenze del territorio

Redazione mediaGEO

open trasparency
Il prossimo 23 marzo si terrà a Genova il Convegno “Genova per l'Innovazione Digitale, an open smart city”. Nel corso del convegno saranno affrontati i temi della Banda Larga e social inclusion, Open Data e Gestione delle emergenze del territorio, Cloud Computing e Giustizia Digitale, Smart Communities for Smart Cities.

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In particolare negli interventi dedicati alla gestione delle emergenze del territorio, si svilupperà il tema del contributo dell'open data e del monitoraggio attraverso piattaforme tecnologiche. "Open data per la gestione delle emergenze del territorio" è infatti il titolo dell'intervento di Sergio Farruggia, del Consiglio Scientifico Federazione ASITA che affronterà il tema e introdurrà la sessione dedicata.

La “liberazione” dei dati, ormai nota come Open Data, rappresenta uno dei cardini indispensabili, affinché le amministrazioni pubbliche possano adottare il modello di “governo aperto” (Open Government). L’incontro di Genova intende considerare e approfondire tale pratica, nuova e innovativa, nel contesto della gestione del territorio e, in particolare, con riferimento alle problematiche relative alle emergenze del territorio.

Come è emerso in occasione dei recenti e infausti eventi dell’autunno scorso, le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione hanno consentito il coinvolgimento e la partecipazione fattiva di un numero consistente di cittadini nella gestione delle situazioni di crisi:

"«Mappe condivise» e «cittadini sensori» Il web 2.0 per «gestire» le situazioni di crisi"

In pochi anni, il concetto di “cittadini come sensori” da slogan sta diventando prassi consolidata, grazie alla diffusione di mappe condivise, l’utilizzo dei social network e, in generale, l’assimilazione della cultura web 2.0 a livello di collettività.

Da un'altro punto di vista le Amministrazioni, per esempio sulla scorta di gravi episodi di rischio per l’incolumità della cittadinanza, come questo  "Fuoriuscita di benzina a Genova, evacuate 120 persone"

valorizzano i propri dataset, integrandoli con dati provenienti da altri soggetti e li rendono fruibili, come in questo caso,

"Un catasto che parla al futuro, nasce la mappa delle reti del sottosuolo"

Tali casi sono uno spunto ed entrambi, comunque, consentono di riflettere sul mutamento nella moderna società dell'informazione e del rapporto con i dati delle nuove Pubbliche Amministrazioni 2.0. Usi e comportamenti che aprono quindi nuove opportunità agli enti pubblici, contribuendo alla loro trasformazione, da strutture gerarchiche e monolitiche in una rete di amministrazioni interconnesse e interoperanti; reti aperte, basate su partnership e collaborazioni.

Certamente, le tecnologie della rete permettono ora alla PA una nuova organizzazione, abilitano le grandi iniziative quali, oltre all’”open data”, G-Cloud (Government-Cloud Computing) e PA 2.0. Iniziative che, anche nel contesto tematico della gestione delle emergenze del territorio, sono insieme un obiettivo di apertura, partecipazione e democrazia e uno strumento di efficienza, efficacia, risparmio di risorse. L’uso del software libero/open source si situa come tappa importante di questo percorso di apertura.

L’orientamento “open” alla gestione dei dati e delle informazioni in ambito pubblico, articolato e applicato al tema della gestione delle emergenze del territorio e inserito nel dibattito sul rinnovamento delle amministrazioni in ottica “open”, mette in risalto la crescente rilevanza e valore che le Infrastrutture di Dati Territoriali stanno assumendo.

Tale termine individua soluzioni tecniche-organizzative per la gestione e valorizzazione dei dati territoriali  (ovvero dati visualizzabili anche cartograficamente) diverse rispetto a quella esistente prima dell’era digitale. Precedentemente, infatti, gli organismi cartografici ufficiali operavano in modo autonomo e autosufficiente, sia in quanto il dato territoriale veniva prevalentemente utilizzato internamente, sia in quanto pressoché tutte le competenze e gli strumenti necessari per realizzare i propri prodotti erano disponibili all’interno.

Si deve alla presidenza Clinton la costituzione della National Spatial Data Infrastructure (NSDI), nel 1994: una deliberazione per promuovere le relazioni intergovernative, coinvolgendo i governi statale e locale nella produzione di dati geospaziali e migliorare le prestazioni del governo federale. A seguire, altri Paesi hanno avviato progetti analoghi (Australia, Canada, Giappone, …). Nel 2002 la Commissione europea ha lanciato un progetto, imperniato sulla direttiva denominata INSPIRE (maggio 2007), che mira a creare una Spatial Data Infrastructure (SDI) europea, basata su SDI nazionali e sub-nazionali.

Nel tempo, questo nuovo paradigma per gestire ciò che comunemente identifichiamo come “mappe” ha assunto un valore più ampio, includendo anche la promozione dell'uso dei dati geospaziali e del loro riutilizzo per molteplici scopi, non solo in ambito pubblico ma anche con crescente attenzione verso il settore privato, stante l’incremento di prodotti e applicazioni rivolte al mercato consumer.
In sintesi, le Infrastrutture di Dati Territoriali sono accordi formali tra proprietari e produttori di informazioni territoriali, il cui scopo principale è quello di aumentare l'accesso e la disponibilità di dati geografici relativamente ad una determinata area. Sono quindi obiettivi di una IDT, ad esempio:

  •  la condivisione dei dati tra gli aderenti,
  •  la realizzazione o la promozione di servizi per se stessa e per la collettività,
  •  il miglioramento della disponibilità dei dati pubblici per i soggetti interessati al loro impiego, in particolare aziende private e cittadini.

In linea con il ruolo di INSPIRE in seno all’Agenda Digitale Europea, è da ritenersi che lo sviluppo delle Infrastrutture di Dati Territoriali, specificatamente a livello sub-nazionale, sia fattore abilitante per il processo di “liberalizzazione” dei dati della PA, apportando vantaggi importanti soprattutto per affrontare quei temi, come la prevenzione e la gestione delle emergenze del territorio, per i quali la risposta ai bisogni di informazioni geografiche e georiferite è, per dirla con La Palice, cruciale.

In linea con le finalità di Stati Generali dell’Innovazione e seguendo l’approccio che l’Associazione intende perseguire per contribuire alla realizzazione dell’Open Government, gli organizzatori del convegno propongono la sessione “open talk” sul tema in questione, proponendo ai partecipanti di esprimersi, discutere e contribuire con idee e proposte sul tema proposto sui tre piani differenti:

  •  Obiettivi e Strategie,
  •  Strumenti e Metodologie,
  •  Requisiti normativi, tecnologici e socio-culturali.

Il convegno è promosso  e organizzato  dal Comune di Genova, Stati Generali dell’Innovazione e SELEX Elsag e si terrà presso il Salone Rappresentanza del Comune di Genova.

Il programma, in fase di conferma, è consultabile sul sito di Stati Generali dell'Innovazione.

La registrazione è obbligatoria ed il numero dei posti è limitato.

(Fonte: redazione)


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    Rosario 04.08.2018 16:08
    Ingegnere
    Bell articolo…. ci ho fatto la tesi di laurea qualche anno fa e scritto un articolo in merito ...

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