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Mercoledì, 07 Marzo 2012 09:51

Open Data e Sistemi Informativi Geografici per scovare le perdite dello Stato

Redazione mediaGEO

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La pubblicazione dei dati relativi alle proprietà dello Stato, su mappe che rendano facile la loro collocazione, congiuntamente ai relativi dati di redditualità, non dovrebbe essere cosa complessa per uno Stato che, con la sua Agenzia del Territorio e la consorella Agenzia delle Entrate, è riuscito a scovare ben oltre un milione di case abusive in Italia.

Immaginiamo di poter visualizzare su una mappa dettagliata del territorio quali siano le proprietà dello Stato "fantasma", proprietà cioè che a vario titolo sono inutilizzate oppure semplicemente sottoutilizzate o male utilizzate.
Immaginiamo uno stumento geografico di conoscenza che metta in moto anche un altro meccanismo, quello di esaminare come i dipendenti della pubblica amministrazione possano fare un uso migliore degli spazi inutilizzati, per esempio incoraggiando l’iniziativa e la flessibilità.
Ottimizzare i controlli e localizzare le proprietà inutilizzate così da poterle affittare o vendere, con il conseguente risparmio per i contribuenti. Insomma, uno strumento che permettesse non solo di individuare nuove opportunità di guadagno ma anche di ridurre i costi per impiegato.

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Uno strumento che, avvalendosi di tutte le tecnologie geomatiche, renda noto ai cittadini come il patrimonio pubblico sia utilizzato evidenziandone eventuali sprechi e localizzando geograficamente il rapporto tra utilizzo e ricavi delle proprietà pubbliche, un pò come si è fatto per le cosiddette case fantasma.

Un utopia? No, si tratta ormai di cose facilmente realizzabili incrociando il Catasto, magari reso disponibile su mappe di accesso pubblico come Google Map o OpenStreetMap, con consegente evidenziazione di tutte le categorie catastali non private, quasi come una sorta di reverse engineering.

Si può fare? In Europa già si fa, proprio mentre da noi si fa un gran parlare di Open Data, c'è chi passa direttamente ai fatti aprendo un sistema di controllo delle proprietà pubbliche con sistemi di pubblicazione dei dati che consentano di recepire idee e suggerimenti dalle comunità locali o direttamente dai cittadini.

Per vederlo in azione basta andare sul sito del progetto opening up government ove risulta un’istantanea della situazione in Gran Bretagna con oltre 16 milioni di mq di proprietà del governo che comprendono 13.900 immobili e appezzamenti di terreni, 40 laboratori e 18 musei. Più di 550 immobili a registro risultano attualmente inoccupati. Gli uffici costituiscono circa il 40% degli immobili registrati: i dipendenti pubblici godono del 16% di spazio in più a persona rispetto ai colleghi del settore privato.

Chissa se in Italia si gungerà mai a un risultato simile?

(Fonti: http://www.cabinetoffice.gov.uk/news/government-saves-more-100-million-property-financial-yearhttp://opendatablog.ilsole24ore.com/2012/01/gran-bretagna-un-esempio-di-trasparenza-e-risparmio-121-milioni-di-euro-con-gli-open-data/#axzz1kGwuI3WW )


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