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Lunedì, 28 Novembre 2011 08:29

Sanatoria per rendere liberi i dati territoriali proposta in Stati Generali dell'Innovazione

Redazione mediaGEO

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Aula Magna piena all'Università di  Roma TRE per l'incontro che venerdì 25 e sabato 26 scorso ha visto gli Stati Generali dell’Innovazione (SGI), una iniziativa alla quale hanno aderito oltre cento associazioni, aziende e organizzazioni no-profit, effettuando la prima tappa della “roadmap per l’innovazione dell’Italia” proponendo un confronto tra i “tre stati” (politica e amministrazioni, imprese e università, terzo settore) sul tema dell’innovazione come strada obbligata per far uscire dalla crisi il sistema Paese con un pacchetto di proposte che verrà inviato al nuovo Governo Monti. Di particolare rilevanza l'inclusione delle problematiche territoriali e dell'informazione geografica che contengono la richiesta di una sanatoria ad hoc “open bydefault” e quindi soggette alla Italian Open Data Licence (IODL), per rendere pubblici tutti i dati territoriali fino ad oggi contentuti all'interno delle PA.

Aeronike

GEOmedia ha preso parte ai lavori congiuntamente a decine di rappresentanti delle forze politiche, del mondo delle imprese, dei soggetti intermedi e degli operatori. Molti relatori si sono succeduti sul palco e hanno partecipato ad Open Talk discutendo delle proposte sui quattro temi valutati fondamentali per un piano strategico nazionale per l’innovazione:
- creatività e conoscenza condivisa
- inclusione digitale
- innovazione per lo sviluppo
- open government

Le proposte, che saranno esposte in otto schede dettagliate sul sito SGI www.statigeneralinnovazione.it, descrivono come:

A) Mettere in rete la filiera dell’innovazione:
Mettere in rete l’intera filiera dell’ Innovazione – Università, Impresa, Credito, Territorio- è la misura chiave per rendere possibile una politica economica centrata sull’ innovazione come motore della crescita e dello sviluppo del nostro paese.
Lanciare una call per l’innovazione digitale che promuova la competitività del made in Italy e delle PMI:
Una call per la riqualificazione dell’industria italiana dell’ ICT e per favorire l’iniezione di tecnologie digitali e di nuove tecnologie per aprire i mercati internazionali alle nostre PMI e per accrescere la competitività delle filiere forti del Made in Italy.
B) Promuovere il federalismo digitale:
Privilegiare il comune come motore di un processo innovativo a rete sia nel campo della digitalizzazione che in quello delle diversificazione energetica, valorizzando l’Agenda Digitale Locale come strumento di empowerment dei comuni piccoli e medi.
C) Usare la sussidiarietà operativa:
Organizzazione di modelli locali che integrino la capacità collaborativa della rete per organizzare e gestire servizi al cittadino. A tal fine è prioritaria, sulla base di una convergenza fra ente locale e terzo settore, l’istituzione in ogni comune di un piano regolatore dell’innovazione e della connettività, l’allestimento di conferenze dei servizi digitali nei municipi e piccoli e medi comuni, e la sistematizzazione della condivisione e dell’integrazione delle esperienze e delle buone pratiche di informazione, supporto e sensibilizzazione per le fasce sociali a maggior rischio di ritardo e esclusione.
D) Porre le condizioni per una nuova cultura dell’innovazione:
Creare le condizioni per lo sviluppo di una cultura dell’innovazione sia attraverso l’applicazione di nuovi modelli educativi basati sul ”social learning” e della ”peer education” in tutti i percorsi formativi (scuola, formazione professionale, università, formazione continua) sia attraverso la ricerca tecnologica applicata alle nuove produzioni culturali, promuovendo nuovi modelli distributivi nella liberalizzazione la conoscenza. Si propone un intervento in RAI, in quanto servizio pubblico, per creare fasce di programmazione sull’innovazione in tutti gli ambiti e sulle culture digitali.
E) Perseguire il modello delle smart city:
Interpretare le politiche innovative relative alle smart city come opportunità per coniugare una nuova progettazione dello spazio pubblico sia con lo sviluppo della banda larga sia con l’invenzione di nuovi format partecipativi, per favorire l’interazione tra il web e le realtà sociali che agiscono nel territorio.
F) Rilanciare il percorso verso l’Open Government:
L’approccio open vuole una PA che sia costruita come una rete di amministrazioni interconnesse e interoperanti, le tecnologie della rete permettono ora alla PA una nuova organizzazione e abilitano le grandi operazioni di open data, g-cloud, PA 2.0 che sono insieme un obiettivo di apertura, partecipazione e democrazia e uno strumento di efficienza, efficacia, risparmio di risorse. L’uso del software libero/open source si situa come tappa importante di questo percorso di apertura.
G) Rendere pubblici i dati della PA in formato aperto:
Una strategia coerente di open data deve garantire: l’uso pubblico dei database di interesse nazionale con una particolare attenzione ai dati territoriali; una sanatoria che consideri tutti i dati che le PA hanno sino ad ora pubblicato come “open bydefault” e quindi soggette alla Italian Open Data Licence (IODL)
E’ in corso di definizione la struttura territoriale attraverso cui l’associazione che promuove gli SGI renderà più capillare la propria capacità di intervento e monitoraggio sul territorio.

Ricordiamo che GEOmedia è sponsor ufficiale di:

Stati Generali dell'Innovazione

e che a questo link trovate le prime impressioni a caldo di Flavia Marzano promotrice di tale iniziativa.

(Fonte: redazione)


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