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Giovedì, 03 Novembre 2011 07:38

La verità sulla possibilità di uso dei satelliti in emergenza

Redazione mediaGEO

 

Vernazza alluvione

Leggo dal blog di Massimozotti.it che sabato 29 ottobre è stato acquisito un dato stereoscopico da satellite sull'area di Monterosso e Vernazza e relativo entroterra.
Si tratta di un dato con risoluzione di 50 cm nella banda pancromatica e 2 m per le bande multispettrali, che essendo stato acquisito in stereoscopia in un unico passaggio, consente di ricostruire lo scenario osservato in tre dimensioni, permettendo restituzioni tridimensionali tipiche della fotogrammetria stereoscopica adatta al calcolo delle modifiche volumetriche intervenute dopo l'alluvione.

"Quest'immagine è stata acquisita grazie all'iniziativa di un gruppo di ricercatori italiani che si è subito attivato (ed ha investito) affinché programmassimo il satellite per effettuare l'acquisizione stereoscopica il più velocemente possibile. L'efficienza del sensore utilizzato, unita ad una sana botta di fortuna, che ci ha regalato un sabato mattinata luminoso e senza nuvole, hanno fatto il resto. Siamo riusciti così ad ottenere un dato di grande qualità e valore scientifico a distanza di pochissimi giorni dall'evento alluvionale.
L'efficienza dei colleghi, che sono riusciti a reperire velocemente i budget necessari per acquisire questo dato, rappresenta purtroppo l'eccezione in tali situazioni d'emergenza. L'iter burocratico per il reperimento dei fondi e per l'approvvigionamento di questi dati da parte degli Enti pubblici spesso richiede tempi che non sono conciliabili con la necessità di ottenere rapidamente una fotografia aggiornata del territorio a seguito di un evento del genere. Ritorna quindi la necessità, sempre attuale, di predisporre modalità innovative di approvvigionamento dei dati in situazioni di emergenza, mediante accordi quadro o altre forme contrattuali che possano ridurre al massimo gli sprechi e le inefficienze."

Nel solidarizzare com Massimo Zotti comprendo appieno quanto sia profondo il dolore che si prova in tali situazioni quando persone come noi, che conoscono l'uso di strumenti e tecniche "utili" all'emergenza, poi, per paradossali situazioni burocratiche, non possono utilizzarle.

Ricordo che nel 1997 a seguito del terremoto in Umbria e Marche, il Ministero per i Beni Culturali doveva provvedere a dare i contributi per il consolidamento attraverso dei decreti del Ministro per i quali era necessaria la conoscenza delle particelle catastali. All'epoca i dati non erano liberi e per la sola provincia di Perugia il preventivo di costo del catasto per la fornitura della banca dati grafica e alfanumerica di allora fu di 54 milioni di lire. Non potendo accedere a tale banca dati il ritardo per la redazione dei decreti fu anche di un anno! Lavoravo allora per conto del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e promisi a me stesso che avrei utilizzato tutte le occasioni possibili per mettere a disposizione dei Beni Culturali il patrimonio catastale tanto necessario alla loro salvaguardia. Il primo risultato, parziale, si ebbe nel 2006 e da allora le cose non sono cambiate.

Situazioni come questa sono ricorrenti nel nostro paese e la sola speranza che abbiamo è che una amministrazione innovata ricostruita dai giovani, facendo tesoro della nostra esperienza, possa cambiare tutto ciò nel più breve tempo possibile.

Non avremmo forse bisogno subito, oggi stesso, di un passaggio ripetuto del satellite sulla zona per monitorare l'andamento dei movimenti, specialmente sotto l'allarme meteorologico che la Protezione Civile ci invia?

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