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Giovedì, 27 Ottobre 2011 06:20

Galileo in orbita!

Redazione mediaGEO

galileo lanciato

Usando le parole di Maurice Borgeaud (Head of ESA Science, Applications and Future Technologies Dep.), che ha introdotto presso il centro ESA/ESRIN a Frascati l'evento per il lancio dei primi due satelliti Galileo, possiamo dire che lo scorso Venerdì 21 Ottobre è stata una data storica che ha visto la convergenza di due importanti programmi dell'Agenzia Spaziale Europea e delle Agenzie ed industrie nazionali che vi hanno collaborato.

Aeronike

Il programma Galileo che, dopo la sua lunga e difficile gestazione, ha finalmente raggiunto l'inizio della fase di verifica in orbita (In Orbit Validation, IOV). Una tappa fondamentale che ha visto il lancio dei primi due di quattro satelliti, rappresentanti dei successivi veicoli che verranno a completare la constellazione. Il programma Galileo non ha bisogno di molte spiegazioni, se non per ricordare che è destinato a fornire servizi di posizionamento globale in tutti i settori e tutte le applicazioni. Uno dei programmi fondamentali dell'Agenzia Spaziale Europea che realizza, nelle parole del prof. Carlo Buongiorno, intervenuto all'evento, una unificazione europea su larga scala e che dimostra come, in programmi internazionali con gli altri grandi enti spaziali mondiali, l'ESA sia il punto di contatto primario. Nonostante le controversie durate anni, il programma Galileo fornirà servizi di posizionamento in parallelo a quelli del GPS e di GLONASS e contribuirà a migliorare la copertura in condizioni difficili, come nel caso dei 'canyon' urbani, come ha ricordato Alberto Tuozzi dell'ASI (Head of Navigation Division), con un incremento del mercato previsto del 11% nei prossimi 10 anni.
La fase IOV vede due coppie di satelliti su due piani orbitali diversi. Oltre a dimostrare le tecnologie impiegati nei satelliti, i quattro veicoli verranno usati per misure di vario tipo per validare il segnale trasmesso e tutti gli algoritmi necessari al funzionamento della costellazione. Durante questa fase verrà anche validato l'intero sistema di comando e controllo (situato a Oberpfaffenhofen, in Baviera) e il centro di controllo della costellazione situato nel Fucino (entrambi costituiscono il cosiddetto Segmento Spaziale). Quello del Fucino costituirà il centro nevralgico del sistema Galileo e sarà complementato da stazioni remote per le verifiche sullo stato della constellazione. Il centro in Baviera potrà agire anche da controllo della costellazione in caso di necessità.
Il cuore dei satelliti Galileo è invece l'orologio atomico basato su un MASER Passivo a vapori di idrogeno, realizzato in Italia dalla SELEX Galileo. Questo generatore di elevatissima precisione ha una precisione 10 volte superiore a quella di altri dispositivi simili usati nel mondo. Un ottimo esempio dell'alta tecnologia delle nostre industrie, del quale ha parlato Davide Hazan di SELEX Galileo. Hazan ha anche offerto alla sede ESRIN dell'ESA a Frascati, con una breve cerimonia, un modello dell'orologio atomico inserito in un pannello che mostrerà lo stato di realizzazione della costellazione.

MV AtomicClock 026 H
Un altro esempio di alta tecnologia è infine quello della Thales Alenia Space di Roma che ha realizzato 5 veicoli Galileo (di cui 4 quelli per la fase IOV) combattendo con delle scadenze che sono state addirittura anticipate di circa quattro mesi costringendo i lavoratori dell'azienda ad uno sforzo eroico realizzato attuando turni a 24 ore ed inserendo nel team una quarantina tra tecnici ed ingegneri addestrati sul progetto in brevissimo tempo, come ha raccontato Giuseppe Di Sanza del Centro Integrazione Satelliti di TAS Roma.

L'altro programma giunto a compimento nello stesso giorno è stato proprio quello del lanciatore Soyuz che ha portato in orbita i primi due satelliti della fase IOV. La novità è stata che il vettore russo è stato lanciato dalla nuova piattaforma di lancio realizzata presso il Centro Spaziale della Guiana. Fino ad oggi dalla base di Kourou veniva lanciato solo il vettore Ariane 5, in grado di portare circa 6 tonnellate in orbita di trasferimento per una posizione geostazionaria. Un vettore affidabile, ma con una capacità di carico in eccesso per molti satelliti destinati all'orbita bassa, come i satelliti di osservazione della Terra. Il vettore Vega, realizzato principalmente in Italia, ed attualmente nelle fasi finali di preparazione per il suo primo lancio nel Gennaio del prossimo anno, ha una capacità di carico di circa 1.5 tonnellate verso l'orbita bassa e va bene per molti satelliti di dimensioni più contenute. Il vettore Soyuz, il lanciatore più utilizzato ed affidabile al mondo, con all'attivo più di 1700 lanci, ottiene un grande incremento di prestazioni dalla posizione quasi equatoriale del poligono francese ed e' in grado di portare in orbita bassa circa 3 tonnellate, posizionandosi così tra l'Ariane 5 ed il Vega e permettendo all'ESA di poter competere su tutti i mercati internazionali. La realizzazione della piattaforma di lancio è durata tre anni ed ha visto la realizzazione di una copia quasi identica della piattaforma di lancio (e dei supporti meccanici e logisitici a terra) usata nel poligono di lancio di Baikonour. Come spiegato da Michel Bonnet dell'ESA (Head of Vega Stages), gli stadi che compongono il vettore arrivano via nave e vengono rapidamente assemblati in maniera orizzontale secondo procedure sviluppate sin dai lanci del vettore R-7 che mise in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputinik. Il trasferimento del lanciatore alla piattaforma di lancio, e la sua installazione in loco, avviene usando le stesse procedure usate a Baikonour mentre l'unica differenza è che il carico utile viene alla fine posto in cima al vettore quando questo è già in posizione verticale (per compatibilità con le operazioni di preparazione dei satelliti in uso a Kourou). A tutti gli effetti il primo lancio di un vettore Soyuz dal poligono della Guiana Francese ha visto l'inizio di una nuova, importante, era di cooperazione internazionale.

 


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