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Giovedì, 07 Aprile 2011 11:08

GOCE: il nuovo geoide della Terra aiuterà nella previsione dei terremoti

Redazione mediaGEO
goce
Come annunciato, dopo due anni esatti di attività in orbita, GOCE (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer), satellite dell’ESA da una tonellata adibito all’Osservazione della Terra, ha collezionato dati a sufficienza per la produzione di un modello del campo gravitazionale terrestre ad un livello di dettaglio mai raggiunto fino ad oggi. Prima conseguenza di questo risultato è stata la modellazione di un nuovo ‘geoide’ della Terra, molto più affidabile ed utile per la comprensione di un gran numero di fenomeni che caratterizzano il nostro pianeta.

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Il nuovo geoide è stato presentato nel corso dei lavori del Fourth International GOCE Users Workshop, che ha avuto luogo in questi giorni presso la Technische Universität di Monaco di Baviera (Germania). Com’è noto, il geoide ci fornisce una superficie ideale della Terra, calcolata senza considerare il contributo delle maree e delle correnti e perciò determinata dai soli effetti della gravità. Il geoide è utilizzato come riferimento cruciale in moltissimi ambiti applicativi e della ricerca, per cui la sua precisione assume un'importanza di grandissimo rilievo.

Il prof. Reiner Rummel, già a capo dell’Institute for Astronomical and Physical Geodesy alla Technische Universität, ha dichiarato: “Stiamo ricevendo un continuo flusso di dati gravimetrici di qualità eccellente da GOCE: al termine di ogni ciclo di due mesi il modello della Gravità terrestre migliora sempre di più”. Ed ha poi aggiunto: “E’ finalmente giunto il momento di utilizzare i dati di GOCE per finalità scientifiche ed applicative. Nell'immediato ci attendiamo risultati importanti per le prime applicazioni di oceanografia. I dati ci stanno fornendo modelli dinamici topografici e di circolazione ad un grado di definizione senza precedenti. Si tratta di risultati che certamente miglioreranno in modo significativo la nostra comprensione delle dinamiche oceaniche”.

I due giorni di workshop a Monaco hanno fornito alla comunità scientifica gli aggiornamenti più recenti sulle performance del satellite e con essi informazioni dettagliate sui prodotti e servizi che saranno resi disponibili. Uno degli ambiti più approfonditi dai partecipanti è stato incentrato sull’avanzamento di conoscenze che il geoide di GOCE introdurrà nell’ambito degli studi di climatologia, oceanografia e sulla struttura interna della Terra. In particolare, basti pensare che i dati gravitazionali forniti dal satellite porteranno sicuramente una conoscenza più approfondita dei processi all’origine di terremoti devastanti come quello che recentemente ha colpito il Giappone. Infatti, è noto che simili terremoti sono causati da movimenti delle placche tettoniche al di sotto degli oceani e che pertanto tali movimenti non possono essere osservati direttamente dallo spazio. Tuttavia, simili eventi lasciano segni importanti nel sistema gravitazionale del pianeta: tali tracce, rilevabili grazie a GOCE, possono essere utilizzate per comprendere meglio i processi all’origine ed, in ultima analisi, per aiutare nella predizione di eventi similari.

Il prof. Volker Liebig, Direttore dell’ESA Earth Observation Programme, ha chiarito un aspetto curioso delle performance del satellite: “Beneficiando di un periodo di attività solare particolarmente ridotta, GOCE ha potuto lavorare in orbita bassa ed aggiungere sei settimane di operatività a quella programmata. Il risparmio di carburante che ne è conseguito ci permetterà di continuare a raccogliere dati gravitazionali fino alla fine del 2012, raddoppiando la vita della missione ed incrementando ulteriormente la precisione del nuovo Geoide”.

GOCE ha permesso di ottenere alcuni risultati inediti nell’Osservazione della Terra, grazie ad una progettazione molto speciale. Ad esempio, il suo gradiometro - apparato costituito da sei accelerometri ad elevata sensibilità per la misurazione della gravità in 3D - è stato il primo ad essere utilizzato nello spazio. Le orbite sono state particolarmente basse, proprio per ottenere i migliori dati sul campo gravitazionale terrestre. Inoltre, il satellite ha impiegato un innovativo motore a ioni, capace di generare piccole forze di compensazione per le derive a cui il veicolo è sottoposto attraversando l’atmosfera. Liebig ha aggiunto a questo proposito: “Possiamo dire che quando è stato pensato GOCE ha rappresentato uno scenario quasi fantascientifico. Ora ha pienamente dimostrato di costituire lo ‘stato dell’arte’ delle missioni”.

Infine, Rune Floberghagen, GOCE Mission Manager dell’ESA, sui risultati fin qui ottenuti ha voluto aggiungere: “Questo è un traguardo estremamente significativo per la missione. Ora guardiamo avanti ai mesi a venire, quando avremo ottenuto ulteriori dati preziosi per l’accuratezza del geoide, con nuovi importanti benefici per tutti gli utilizzatori”.

(Fonte: ESA)

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