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Mercoledì, 09 Marzo 2011 11:08

La Rivoluzione Geospaziale tra le nuvole

Redazione mediaGEO

aerialphotosGeospatial e nuvole anche per l'impresa aerofotogrammetrica italiana.

Si parla molto della rivoluzione geospaziale in atto anche a causa di un video diffuso in questi giorni dalla Penn State University e per il quale dobbiamo rendere grazie a “Tanto” per averlo diffuso in Italia realizzandone anche i sottotitoli in italiano.  Si parla molto anche del “cloud computing” una cosa abbastanza vecchia, annunciata una decina di anni fa, che ha già visto esperienze buone e esperienze fallimentari nel momento in cui si affrontarono applicazioni software centralizzate e distribuite da server di grandi dimensioni che avrebbero dovuto servire migliaia di utenti, il tutto tramite la rete Internet. Forse all’epoca la rete non era sufficiente a sostenere tutto ciò ma l’idea del ritorno al terminale “stupido”, in grado di visualizzare operazioni complesse realizzate al di là della nostra rete, nella nuvola di Internet appunto, continuava ad affascinare ed oggi ci troviamo in pieno cloud computing avendo sia provider di dati, che di applicazioni di elevato livello e realizzatori di terminali che vanno dagli smartphone ai palmari tipo iPad di ultima generazione che stanno focalizzando l’attenzione di milioni di utenti.

Aeronike
VidaLaser

Mentre molti professionisti del mondo del rilievo cartografico e del gis stanno cercando di capire cosa sia il cloud (la nube oserei dire in italiano) e come si possa utilizzare a proprio vantaggio, ci sono imprenditori che iniziano a creare la loro nube per diventare parte integrante del nuovo paradigma dei dati geospaziali.
Un nuovo scenario che mantiene ormai molti imprenditori svegli anche di notte per cercare di prendere al volo questo treno che sta passando e che potrebbe consentire a molte realtà di non cadere nel dimenticatoio, come quello delle imprese aerofotogrammetriche, ma di diventare parte del nuovo settore di business che il mercato sta proponendoci da tempo, ma che spesso e  specialmente qui in Italia, non si riesce a comprendere e ad afferrare.

È bastato vedere quali siano state le reazioni all’annuncio della Esri americana di voler passare nel 2011 a questa nuova fase della nube per comprendere quali saranno le difficoltà di adeguamento delle imprese e delle amministrazioni al nuovo paradigma.
Le imprese italiane, specialmente quelle aerofotogrammetriche, che contano decine di anni di anzianità dovrebbero cogliere al volo l’opportunità del nuovo mercato geospatial che si sta profilando.
Le amministrazioni pubbliche dovendo contribuire alla rinascita di questo mercato, quanto meno perché ne hanno assoluto bisogno per la loro funzione di governance, dovrebbero fungere da stimolo creativo alla nube e smettere di pensare a quali siano gli obblighi e le derivazioni dall’adeguamento alla normativa INSPIRE in modo del tutto passivo.

In un mercato in cui le grandi imprese con piattaforme aeree da svariati milioni di euro hanno  acquisito  competenze specialistiche sul LiDAR (Laser scanner aereo) o sul SAR (radar ad apertura sintetica), le piccole imprese debbono integrarsi strategicamente per sviluppare una fonte alternativa di reddito.

Basti pensare ad una fornitura di immagini aeree fresche, georiferite e geometricamente corrette con rigorosa esattezza, disponibili on-demand su una nube, appunto, per delineare il trend del nuovo mercato. Mettendo insieme su una grande infrastruttura geospaziale tutto il materiale aereo disponibile da tutti gli operatori con una semplice legge economica che regoli l’offerta e l’acquisto sulla nube, dotata di quei semplici strumenti gis necessari alla gestione. Il paradigma delle nuove Gallery di Jack Dangermond per Esri appunto.

L’impresa aerofotogrammetrica italiana potrebbe favorire la creazione di una ricchissima e profonda biblioteca di dati geospaziali. Ove tramite gli strumenti gis si possano poi utilizzare i dati geospaziali da una varietà di fonti e si possano  combinare tali dati, aggiungendo valore, consegnandoli  al desktop o al palm computer di qualcuno quando ne ha bisogno e nel formato esatto in cui ne ha bisogno. Proprio il contrario di quanto accade ora, rivendere a molti con prezzo più basso, anzichè rivendere ad uno, che ne diventa proprietario, a prezzo altissimo, considerato che sicuramente colui che compra e diventa proprietario è quasi sempre un Ente o una Amministrazione che opera per conto di molti.

In fondo alla fine vendendo a più clienti lo stesso prodotto potrebbe anche aversi un profitto maggiore della singola vendita.

Un certo numero di ostacoli restano ancora diffusi sulla adozione della nube, non ultimo dei quali è una mancanza di comprensione su ciò che la nube è e sui benefici che essa può apportare. Inoltre, molte aziende hanno molto investito nella loro server farm  con enormi infrastrutture di stoccaggio e sono riluttanti a passare a un diverso tipo di piattaforma. Ma ormai è solo questione di tempo prima che queste barriere vengano eliminate.

GeospatialCloudBusinessModell

Il rinnovo dell'economia sarà il fattore guida principale, che seguirà il necessario rinnovamento del dato e la sua freschezza.
Non appena l’infrastruttura di dati all'interno delle organizzazioni dovrà essere sostituita o aggiornato, come ad esempio negli Enti che effettuano rilevazioni periodiche e di monitoraggio, vedremo una adozione molto rapida della nube, perché più nessuno vorrà impegnare altre centinaia di migliaia di Euro nelle proprie infrastrutture sapendo che si può ottenere lo stesso per pochi centesimi per gigabyte al mese da un servizio Web senza più preoccuparsi della sua manutenzione o sostituzione.

Nuove regole di ingaggio e nuovi scenari di business ci aspettano, la nuvola c’è.

 

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