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Venerdì, 04 Marzo 2011 21:21

Analisi del Terremoto in Nuova Zelanda del 22 febbraio 2011

Redazione mediaGEO

christschurchLo studio e i risultati del terremoto di Christchurch (capitale dell’Isola del sud della Nuova Zelanda) dello scorso febbraio, arriva dal cielo con un sistema di osservazione spaziale per la gestione del rischio sismico.

Attraverso un progetto made in Italy chiamato SIGRIS, finanziato dall’Agenzia Spaziale italiana e a coordinamento scientifico di INGV, le immagini della costellazione quattro satelliti italiani Cosmo-SkyMed sono state utilizzate per individuare la sorgente del devastante sisma neozelandese.

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Il sisma di magnitudo 6,3 che ha causato almeno 75 vittime e centinaia di feriti, secondo gli studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha generato una consistente deformazione permanente del terreno in una vasta area intorno a Christchurch. A Nord della faglia, che non era nota alla comunità sismologica internazionale, il terreno si è spostato di diversi centimetri verso  Nord-Est, mentre a Sud della faglia si è sollevato e spostato verso Sud-Ovest.

 

Nel report tecnico, (default  Analisi SIGRIS terremoto Christchurch) si parla di uno spostamento totale di parecchi decine di centimetri  lungo la linea di vista del satellite.

Chiediamo ad un esperto dell’INGV, il Dott. Stefano Salvi che cosa in termini divulgativi, hanno dedotto da questa osservazione due giorni dopo l’evento:

“I risultati più importanti sono stati l’individuazione della faglia che ha causato il terremoto, che purtroppo non era conosciuta in precedenza, e la rapidità con cui è stato prodotto il modello. Questo è stato possibile grazie ai dati COSMO-SkyMed, e in particolare grazie al fatto che i satelliti, dietro nostra indicazione, stavano monitorando l’area di Christchurch a partire dal settembre scorso, quando un terremoto ancora più forte avvenne solo 30 km più a Ovest”.

Utilizzando le moderne tecnologie di analisi dati tele rilevati, attraverso due immagini satellitari avete potuto produrre un modello preliminare di inversione della faglia sismica: Che cosa vuol dire per la comprensione dei terremoti studiati?

“L’utilizzo di immagini satellitari per il monitoraggio delle faglie sismiche e dei terremoti consente di ottenere dati di movimenti del suolo con precisioni di pochi millimetri su grandi estensioni di territorio, in modo economico e rapido. E’ quindi un metodo altamente efficace per supportare non solo la misura e l’analisi delle conseguenze dei terremoti, ma anche la valutazione della pericolosità sismica di un’area”.

Avete  realizzato un prototipo di sistema informativo basato sull’elaborazione e l’analisi e modellazione di flussi di dati da satellite e da terra, ma i dati elaborati per il sisma in New Zealand,  da quanti satelliti arrivano? Come sono chiamati ? Attivi in quale banda?

“SIGRIS è il primo sistema di monitoraggio a livello mondiale basato sui dati satellitari, per generare prodotti informativi di impiego immediato durante le emergenze sismiche e nelle valutazioni di pericolosità. Utilizzando i dati radar della costellazione COSMO-SkyMed ma anche dati di altri satelliti ottici con risoluzioni al suolo fino a 50 cm, possiamo generare questi prodotti per qualsiasi zona del mondo in tempi rapidissimi”.

SIGRIS è stato sviluppato sotto finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che in un impegno decennale pari a 7 miliardi di contributo della Pubblica amministrazione, ha destinato il 33% all’osservazione terrestre della Terra. Attualmente il sistema SIGRIS è operativo fino alla fine di Marzo, ed è necessario procedere ad un suo rifinanziamento.

Sonia Topazio – Capo Ufficio Stampa INGV

 

Per maggiori informazioni Stefano Salvi: 06.51860438 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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