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Lunedì, 21 Giugno 2010 13:40

INGV scopre un nuovo vulcano

Redazione mediaGEO

vulcanoSulla rivista internazionale Journal of Geophysical Research (JGR) verrà pubblicato un articolo, a firma di un nutrito gruppo di studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sulla scoperta di un vulcano sottomarino spento fino ad oggi. Il vulcano, che ancora non ha un nome, si trova nel Tirreno Meridionale a largo di Capo Vaticano in Calabria, localizzato a circa 120 metri sotto al livello del mare e si estende per circa 15 km (38° 50’ N; 15° 50’ E ).

Aeronike

Gli autori (Riccardo De Ritis, Guido Ventura, Iacopo Nicolosi, Massimo Chiappini, Fabio Speranza per l'INGV e gli studiosi dell’Università della Calabria - Rocco Dominici, Rosanna De Rosa, Paola Donato, Maurizio Sonnino) dichiariano che la scoperta di questo importante edificio è stata possibile grazie all’efficace tecnica aeromagnetica che ha permesso di evidenziare una struttura sommersa con l’ausilio di strumentazione dedicata a bordo di un elicottero. Nell’articolo in via di pubblicazione il vulcanologo dell’INGV, il Dott. Guido Ventura, riferisce che il vulcano di nuova scoperta è stato attivo tra 670 mila anni  e 1 milione e 70 mila anni fa, come dimostrano le datazioni radiometriche già effettuate su campioni di pomici a terra. E’ noto che in Calabria non esistono vulcani, ma il tutto nasce da un’intuizione  maturata osservando la carta magnetica d’Italia e la presenza di alcuni prodotti vulcanici nell’area di Capo Vaticano di cui non si conosceva la sorgente.  
Il Dott. Riccardo De Ritis scopre che la struttura vulcanica si imposta proprio su una faglia attiva che l’8 settembre del 1905  sconvolse con un terremoto di magnitudo 6.7 la Calabria, facendo 557 morti accertati e migliaia di senzatetto.

C’è una diretta sovrapposizione - dice De Ritis – tra il corpo vulcanico individuato, la struttura sismogenetica e quella magnetica misurata con la tecnica aeromagnetica; tuttavia non vi è relazione diretta tra l’attività vulcanica e la sismicità dell’area di Capo Vaticano”.

Questa importante scoperta mette in discussione gli attuali modelli geodinamici del Tirreno e indica come i vulcani delle Eolie si estendessero verso Est ben oltre quanto fino ad oggi ritenuto.  
Fino ad ora, gli  attuali dati posizionano il vulcanismo delle Eolie fino a poco oltre Panarea e Stromboli, mentre la presente scoperta dimostra che si estende fino alla costa calabra.

(Fonte: Ufficio Stampa INGV)

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