Siamo congelati ma ce l’abbiamo fatta

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Sono queste le prime parole pronunciate da Silvio Gnaro Mondinelli, alpinista che, assieme a Agostino Da Polenza e Giampietro Verza, ha guidato la spedizione che lo scorso 15 maggio ha installato la stazione meteorologica più alta del mondo sulla cima del Monte Everest, a 8000 metri di quota. Sono queste le prime parole pronunciate da Silvio Gnaro Mondinelli, alpinista che, assieme a Agostino Da Polenza e Giampietro Verza, ha guidato la spedizione che lo scorso 15 maggio ha installato la stazione meteorologica più alta del mondo sulla cima del Monte Everest, a 8000 metri di quota.
E' la prima volta che la pressione viene rilevata ad ottomila metri di quota da una stazione fissata a terra e non da un pallone aerostatico; l’impresa è stata condotta nell’ambito della spedizione alpinisitco-scientifica Share Everest 2008 di Ev-K²-CNR. E’ un’impresa straordinaria dal momento che gli alpinisti hanno dovuto lavorare nel ristretto tempo di 48 ore senza ossigeno, lavorando giorno e notte e volando letteralmente dal campo base al Colle Sud sotto una forte bufera di neve.
I primi parametri rilevati alle 16 ora locale durante la connessione automatica, sono quelli relativi a: temperatura esterna -17°C, umidità 41.3 millibar, pressione 382.1 millibar, vento direzione 262.8, vento intensità 12.8 metri secondo, radiazione solare 711.9 watt a metro quadrato, temperatura interna stazione - 8.7°C, ultravioletti canale A 30.4 watt a metro quadrato.
Questa stazione andrà ad inserirsi nel network di monitoraggio ambientale Share, fornendo dati unici e irripetibili proprio per la quota a cui vengono rilevati e andranno a colmare un tassello importante nei grandi progetti internazionali di monitoraggio promossi da Unep e World Meteorological Organization.

 

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