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Lunedì, 20 Febbraio 2006 11:27

Geniali debolezze

Isabel Gramesòn
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Carl Friedrich Gauss ( 1777 - 1855) ed Alexander Von Humbolt (1769 - 1859), ormai vegliardi, sono i protagonisti dell’originale, ironico, a tratti amaramente esilarante romanzo storico di Kehlmann. La narrazione descrive un incontro tra i due, ormai famosi ma irrimediabilmente provati dal decadimento fisico, aprendo poi un amplissimo flashback sul dipanarsi delle loro vite e dei loro studi. Numerose, e assai gustose, sono le incursioni sulle loro vicende private, e persino intime; sulle loro debolezze e manìe. Non mancano, nel racconto, illustri comparse quali Goethe, Kant, Weber, Daguerre, nonché personaggi storici dell’epoca, in un intreccio di vicende vere e di aneddoti verosimili. 


Gauss e Humbolt hanno un unico tratto in comune: la volontà di misurare il mondo e l’incapacità di accettare il regredire delle loro facoltà mentali, a causa della senescenza. Gauss, di umilissime origini, è un pessimista ,spiccatamente stanziale misantropo. Ha tuttavia orrore della solitudine, tanto da contrarre due matrimoni. Si avvicina all’agrimensura non certo per vocazione ma per cause di forza maggiore. In età giovanile è spinto unicamente da motivi economici ma “quando un cane pastore spuntò dalla selva, lo scaraventò a terra, gli diede un morso quasi affettuoso nel polpaccio e, come un fantasma, scomparve di nuovo, decretò che era ora di farla finita con quel lavoro. Non era fatto per quei pericoli”. Alcuni anni dopo, però, torna alla medesima professione, per ragioni diverse, che Kehlmann illustra con dovizia di particolari. “Gauss pensava al suo matrimonio, all’orrore che l’aveva assalito quando l’aveva vista vestita di bianco, un sorriso felice a mostrare quei suoi denti enormi. [...] Il problema di Gauss non era che non l’amava. Il problema era che non la sopportava proprio [...] e gli bastava pensare a lei per desiderare che fosse morta. Perché era diventato agrimensore? Per non stare a casa”. Humbolt, di nobile casato, è un esploratore irrequieto, estroverso, per nulla propenso a distrarsi con relazioni sentimentali. E’ dell’avviso che “nella vita si sposa solo chi non ha grandi progetti”. Prima di partire alla volta del Nuovo Mondo, dove intende fare nuove scoperte scientifiche e geografiche, si procura “...l’arsenale di strumenti di misurazione più caro che uomo abbia mai posseduto”. Già in viaggio per la Spagna, dove si sarebbe imbarcato, inizia a misurare sistematicamente tutto ciò che trova sul suo percorso, passando in più di una occasione per pazzo agli occhi delle popolazioni indigene. “Una collina di cui non si conosce l’altitudine è una offesa per la ragione e mi inquieta,” afferma. “Senza esaminare costantemente la propria posizione, nessun uomo può progredire”. Gauss percepisce quasi con disappunto il succedersi delle varie epoche storiche, che lo hanno relegato a vivere “in un mondo di seconda categoria”. “E’ bizzarro ed ingiusto”, a parer suo, “il fatto che si nasce in una determinata epoca e, volenti o nolenti, vi si resta imprigionati: un esempio calzante della penosa accidentalità dell’esistenza. Così uno ha un vantaggio spropositato rispetto al passato e diventa lo zimbello del futuro”. Humbolt ha invece una interpretazione del progresso ben più ottimista, tanto da asserire che “La scienza avrebbe dato inizio ad un’era di benessere, e chissà se un giorno non sarebbe stata in grado perfino di risolvere il problema della morte.” Il piacevole romanzo scorre via veloce e traccia, a volo d’uccello, l’affresco di un periodo di grandi mutamenti scientifici: Daguerre stava lavorando ad un apparecchio in grado di fissare l’attimo; iniziavano i primi voli con i palloni aerostatici di Mongolfier; erano stati appena messi a punto orologi a molla. Senza mai appesantire il racconto, Kehlmann non si lascia sfuggire alcun riferimento, contestualizzando le vicende nell’ambito politico e sociale dell’epoca, non limitandosi alla sola Germania, ma chiamando in causa ben tre continenti. E’ un libro di avventure, di scienze e di coscienze, che si legge tutto d’un fiato.

Titolo del libro: “La misura del mondo”

Autore del libro: Daniel Kehlmann

Editore: Feltrinelli – I Narratori

Pagine: 254

Prezzo: 15€

ISBN-10: 8807720035

ISBN-13: 978-8807720031

 

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