NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Per ulteriori informazioni consulta la Privacy Policy oppure i nostri Termini di utilizzo 


Italian Arabic Chinese (Simplified) English French German Japanese Portuguese Russian Spanish

Dallo studio di Ca’ Foscari e Ismar-Cnr, pubblicato su Journal of Physical Oceanography, sono nati un progetto e un brevetto per misurare le onde estreme da navi e piattaforme. Gli Scienziati che hanno preso parte al progetto hanno scoperto che le onde estreme sono più frequenti di quanto si ritenesse finora.

Pubblicato in Scienze della Terra

SeaDataCloud è un progetto finanziato dalla UE nell’ambito di Horizon 2020 con l’obiettivo di migliorare la consultazione e la partecipazione a SeaDataNet, piattaforma informatica che consente di archiviare e condividere dati marini multidisciplinari nel campo dell’oceanografia fisica, ma anche della chimica, geologia, geofisica e biologia.

Pubblicato in Servizi
L’immagine satellitare di questa settimana è stata ottenuta da Sentinel-2A il 23 maggio scorso e mostra l’isola di Tongatapu contornata delle sue più piccole isole limitrofe, tutte facenti parte dell’arcipelago del Regno di Tonga, nell’Oceano Pacifico meridionale (guardala/scaricala in alta risoluzione).

La popolazione di Tonga è distribuita su 36 delle complessive 169 isole, ma circa il 70% di essa vive nell’isola principale. La capitale, Nuku’alofa, sorge sulla costa settentrionale dell’isola, lungo la laguna di Fanga’uta. Le mangrovie della laguna costituiscono una importante fonte alimentare per pesci ed uccelli.

L’isola – costruita sul calcare – ha un terreno reso fertile dovuto alla cenere prodotta dai vulcani vicini e si può osservare come gli appezzamenti agricoli coprano gran parte del suo territorio. Le coltivazioni comprendono tuberi quali patate dolci e manioca, come pure noci di cocco, banane e piantagioni di caffè.

A nord dell’isola possiamo notare molte barriere coralline. Sebbene non fosse parte dei suoi originali obiettivi di missione, gli scienziati hanno utilizzato Sentinel-2A per monitorare i coralli e rilevare la loro decolorazione, conseguenza dell’innalzamento della temperatura dell’acqua.

La decolorazione avviene quando le alghe che vivono nei tessuti del corallo – responsabili della cattura dell’energia solare, essenziale per la sopravvivenza del corallo – vengono espulse a causa delle più alte temperature.

Il corallo sbiancato può morire, con effetti conseguenti sull’ecosistema della barriera e – quindi – sulla pesca, sul turismo regionale e sulla protezione della costa.

Il recente fenomeno meteorologico chiamato El Niño ha determinato un incremento della decolorazione dei coralli su scala mondiale e gli scienziati stanno trovando grande utilità nell’impiego delle rilevazioni di Sentinel-2 netta attività di monitoraggio di questo fenomeno su una scala che interessa le barriere nella loro interezza.

---

Tonga


The island of Tongatapu and the nearby smaller islands – all part of the Kingdom of Tonga archipelago in the southern Pacific Ocean – are pictured in this Sentinel-2A image from 23 May (view/download in Hi-Res).

Tonga’s population is spread across 36 of Tonga’s 169 islands, but about 70% live on this main island. The capital, Nuku?alofa, sits on the island’s north coast and along the Fanga’uta Lagoon. The lagoon’s mangroves provide an important breeding ground for fish and birds.

Built on limestone, the island has fertile soil of volcanic ash from neighbouring volcanoes, and we can see how agricultural structures cover most of the island. Crops include root crops such as sweet potato and cassava, as well as coconuts, bananas and coffee beans.

North of the island we can see many coral reefs. Although not part of its original mission objectives, scientists are experimenting with Sentinel-2 to monitor corals and detect coral bleaching – a consequence of higher water temperatures.

Bleaching happens when algae living in the corals’ tissues, which capture the Sun’s energy and are essential to coral survival, are expelled owing to the higher temperature.

The whitening coral may die, with subsequent effects on the reef ecosystem, and thus fisheries, regional tourism and coastal protection.

The recent El Niño weather phenomenon has caused increased bleaching across the world’s corals, and scientists are finding Sentinel-2’s coverage helpful in monitoring this at reef-wide scales.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Tonga". Traduzione: Gianluca Pititto)



L’immagine satellitare che offriamo questa settimana ai nostri lettori è stata ottenuta da Sentinel-2A e porta l’osservatore al di sopra della regione più orientale delle Sundarbans in Bangladesh, con una vista in colori naturali (guardala/scaricala in alta risoluzione).

L’area complessiva delle Sundarbans è una regione che comprende il sud del Bangladesh ed una piccola parte dello stato indiano del Bengala occidentale: ha una estensione di circa 10 000 kmq ed è formata da mangrovie e foreste paludose.

In questa immagine la regione delle Sundarbans appare come aree di colore verde scuro, mentre le zone adiacenti appaiono di colori più chiari, sono densamente popolate e dominate da paesaggi agricoli.

Sundarbans è la più grande singola foresta mareale al mondo costituita da mangrovie alofite. Normalmente, le piante hanno bisogno di acqua dolce per sopravvivere, ma queste foreste di mangrovie possono anche prosperare in acqua salina.

Quest’area si trova nella Baia del Bengala, la baia più grande al mondo. Un certo numero di grandi fiumi – tra cui il Gange, i suoi tributari e vari altri corsi d’acqua- si riversano tutti in quest’area, formando il delta del Gange-Brahmaputra.

Le forze erosive del mare e del vento presenti lungo la costa modellano continuamente il paesaggio, grazie anche agli elevati quantitativi di limo ed altri sedimenti, depositati negli innumerevoli estuari visibili nell’acqua. Si può distinguere attraverso l’immagine la rete di questi estuari, di fiumi mareali e torrenti - incrociati da numerosi canali- che racchiudono paludose isole piatte e boschive ed anche appezzamenti agricoli.

Gran parte del delta è formato da terreni alluvionali costituiti da sedimenti molto fini, che si depositano sul fondo mentre la corrente del fiume scorre lentamente nell’estuario. Questi terreni posseggono grandi quantità di minerali e di sostanze nutrienti, molto utili all’agricoltura.

Queste fertili pianure alluvionali ospitano piantagioni di juta, tè e riso – le più importanti coltivazioni che crescono nel delta del Gange – che appaiono come macchie più chiare sulle aree di terreno, nella parte destra dell’immagine. Altra importante attività è la pesca, che è anche una fondamentale risorsa di alimentazione per gran parte degli abitanti delle varie città, che possiamo riconoscere lungo le aree più chiare.

Il Parco Nazionale delle Sundarbans, istituito nel 1984 e designato dall’UNESCO come Sito Patrimonio dell’Umanità, è una regione focale all’interno della Riserva della Tigre del Bengala. La Tigre del Bengala, ormai quasi estinta, è l’animale nazionale del Bangladesh ed è considerata la seconda tigre al mondo per dimensioni.

Questa immagine – che è anche disponibile nell’ambito dell’ Earth from Space video programme – è stata acquisita da Sentinel-2A il 18 marzo 2016.

---

Sundarbans web


The Sentinel-2A satellite takes us over the very eastern part of the Sundarbans in Bangladesh, in this natural-colour image (view/download in Hi-Res).

A region comprising southern Bangladesh and a small part of the Indian state of west Bengal, the whole area of the Sundarbans incorporates some 10 000 sq km, consisting of mangrove and swamp forests.

The region of the Sundarbans appears in dark shades of green in this image, while the adjacent areas in brighter colours are densely populated and dominated by agriculture.

Sundarbans is the world’s largest single chunk of tidal halophytic mangrove forest. Generally, fresh water is required for plants, but these mangrove forests can also thrive in saline water.

This area lies on the Bay of Bengal, the world’s largest bay. A number of large rivers – including the Ganges, its tributaries and various other rivers, all flow into its waters, forming the Ganges–Brahmaputra Delta.

The erosional forces of the sea and wind along the coast continuously mould the landscape, together with the huge amounts of silt and other sediments, deposited in the countless estuaries, visible in the water. Distinct throughout the image, the network of these estuaries, tidal rivers and creeks, criss-crossed by numerous channels, enclose flat, densely forested, marshy islands and agricultural plots.

Most of the delta is composed of alluvial soils made up of fine sediment that settles to the bottom as river currents slow in the estuary. The soil has large amounts of minerals and nutrients, ideal for agriculture.

These fertile floodplains host jute, tea and rice – the major crops grown in the Ganges Delta, visible as brighter patches on the land areas in the right part of the image. Fishing is also an important activity, and a major source of food for many of the inhabitants of the various towns, which we can see along the brighter areas.

The Sundarbans National Park, established in 1984 and a designated UNESCO World Heritage Site, is a core region within the Bengal Tiger Reserve. The almost extinct Bengal tiger is the national animal of Bangladesh and is considered the second largest tiger in the world.

This image – also featured on the Earth from Space video programme – was captured by Sentinel-2A on 18 March 2016.

(Fonte: ESA - Image of the week: "Sundarbans web". Traduzione: Gianluca Pititto)

 

Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/

 

Il satellite Sentinel-2A ci porta con questa immagine in Alaska sud-orientale, sopra il ghiacciaio Malaspina (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Nel corso degli ultimi 12.5 milioni di anni il clima e la topografia di questa regione sono stati particolarmente favorevoli per la formazione di ghiacciai. Durante l’Era Glaciale questa regione è stata ricoperta da un vasto strato di ghiaccio. Con l’aumento delle temperature ebbe successivamente inizio un periodo interglaciale.

I rilievi montuosi costieri ed il clima marittimo dell’area forniscono un contesto perfetto per la glaciazione: alcuni dei ghiacciai più lunghi e spettacolari al mondo si trovano proprio in questa regione.

Malaspina è un ghiacciaio pedemontano, termine utilizzato per indicare che il ghiaccio fluisce da una ripida valle e si riversa in una piana sottostante. E’ il più grande di questo genere, con un’area di circa 3900 kmq.

In questa immagine a falsi-colori, il rosso indica aree coperte da vegetazione, mentre il rosa mostra aree rocciose. Le linee rosa ondulate, attorno alla metà inferiore del ghiacciaio, sono dovute a roccia, terreno e detriti che sono stati depositati dal ghiacciaio e che sono detti morene.

I dati satellitari nostrano che l’elevazione di Malaspina si è ridotta negli ultimi decenni e la conseguente perdita di ghiaccio ha fornito un contributo significativo all’innalzamento del livello del Mare.

Questa immagine, che è anche disponibile nell’ambito dell’ Earth from Space video programme, è stata acquisita in data 8 marzo 2016. La bassa elevazione del Sole durante questa stagione alle alte latitudini dell’Alaska risulta evidente dalla proiezione verso nord delle ombre della catena montuosa Elias.

---

Malaspina Glacier

The Sentinel-2A satellite takes us over southeastern Alaska to the Malaspina Glacier (view/download it in Hi-Res).

The climate and topography of this area over the last 12.5 million years have been favourable for glaciers. During the Ice Age, a vast ice sheet covered this spot. When temperatures rose, an interglacial period began.

The coastal mountains and the maritime climate of this area provide the perfect setting for glaciation: some of the world’s longest and most spectacular glaciers are found here.

Malaspina is a piedmont glacier – meaning that ice flows down a steep valley and spills out onto a relatively flat plain. It is the largest of its kind, with an area of about 3900 sq km.

In this false-colour image, red depicts vegetated areas while purple shows rock. The wavy purple lines around the lower half of the glacier are rock, soil and other debris that have been deposited by the glacier – called moraines.

Satellite data show that the elevation of Malaspina has dropped over the past decades, and this ice loss has made a significant contribution to sea-level rise.

This image, also featured on the Earth from Space video programme, was acquired on 8 March 2016. The low Sun level at Alaska’s high latitudes during this season is evident by the shadows cast north by the Elias Mountains.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Malaspina Glacier". Traduzione: Gianluca Pititto)

Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/acf9

 

Il satellite Sentinel-2A ha catturato questa immagine di Monte S. Helens negli Stati Uniti, Stato di Washington, lo scorso 8 febbraio (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Il vulcano ancora attivo è conosciuto per la sua eruzione del 18 maggio 1980. L’evento costò la vita a 57 persone e provocò danni ad abitazioni ed infrastrutture. L’eruzione fu causata da un terremoto che determinò una vasta frana della parete settentrionale del vulcano, rendendolo vulnerabile a più basse pressioni. Il vulcano così esplose, depositando cenere in modo diffuso e determinando lo scioglimento di neve, giaccio e ghiacciai della montagna, che formarono particolari colate fangose – note con il nome di ‘lahars’. Alcune di queste lahars sono ancora riconoscibili, di colore rosa, in alto a sinistra nell’immagine.

In questa immagine a falsi colori la copertura nevosa appare di colore blu chiaro, mentre le aree di color rosa rappresentano zone in cui la vegetazione è scarsa o del tutto assente. Nella parte centrale-bassa dell’immagine si può notare come la copertura nevosa termina in aree di forma rettangolare, man mano che l’elevazione si riduce in prossimità del fiume.

Le aree rettangolari indicano modifiche territoriali, probabilmente dovuta alla raccolta di legname, con le zone di colore blue rosso che rivelano dove gli alberi sono stati eliminati.

La missione Sentinel-2 può essere utilizzata per la gestione di risorse naturali, per misurare l’andamento della deforestazione, della reforestazione e per monitorare le aree colpite da incendi. Le informazioni fornite da Sentinel-2 possono essere di grande aiuto per le autorità di governo e per le aziende commerciali al fine di assumere decisioni, basate su informazioni affidabili, su come gestire al meglio, proteggere e sostenere le nostre importanti risorse forestali.


---


Mount St. Helens


Sentinel-2A captured this image of Mount St Helens in the US state of Washington on 8 February (view/download it in Hi-Res).

The active volcano is known for its 18 May 1980 eruption. The event claimed some 57 lives and damaged homes and infrastructure. The eruption was caused by an earthquake that lead to a massive landslide of the volcano’s north face, exposing it to lower pressures. The volcano then exploded, depositing widespread ash and melting the mountain’s snow, ice and glaciers that formed a number of volcanic mudslides – or lahars. Some of these lahars are still visible, particularly in the upper left in pink.

In this false-colour image, snow cover appears light blue while pink represents areas with little to no vegetation. In the lower-central part of the image, we can see how snow cover ends in the rectangular areas as the elevation drops closer to the river.

The rectangular areas show land division, possibly for timber extraction, with the blue and red areas revealing where the trees have been cleared.

Sentinel-2 can be used to manage natural resources, to check rates of deforestation, reforestation and areas affected by wildfire. Information from Sentinel-2 can help governing bodies and commercial enterprises make informed decisions about how best to manage, protect and sustain our important forest resources.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Mount St. Helens". Traduzione: Gianluca Pititto)

Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/

 

L’immagine che offriamo questa settimana ai nostri lettori mostra varie nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo, in una acquisizione a falsi-colori ottenuta lo scorso 10 Maggio dal satellite Sentinel-3A (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Possiamo osservare parti della Grecia, della Turchia e della Libia e si evidenziano le loro peculiari differenze maggiormente rilevanti. Al centro dell’immagine si riconosce l’isola greca di Creta, dominata da aspre montagne che emergono dal mare.

Il paesaggio di Creta ospita centinaia di specie di uccelli migratori ed alcuni animali selvaggi di piccola taglia. E’ caratterizzato da sistemi montuosi che raggiungono circa i 2400 m, a cui si aggiungono porti naturali, pianure costiere e la tipica macchia mediterranea.

A nord-ovest di Creta è visibile una grande porzione della Grecia continentale, che mostra vegetazione densa assieme a paesaggio agricolo, mentre al di sotto del manto nuvoloso è riconoscibile una piccola parte del ‘tallone e punta’ dell’Italia.

In alto a destra è visibile parte della Turchia sud-occidentale, con uno scenario misto di paesaggi agricoli e regioni montuose dove prevalgono suolo nudo e roccioso.

In fondo all’immagine è visibile l’arido deserto della Libia, con il plateau sahariano che costituisce i nove decimi del paese, rendendo questa regione un vero e proprio mare di sabbia.

Sentinel-3A è stato lanciato lo scorso 16 febbraio. Il satellite trasporta 4 strumenti che lavorano in modo coordinato e che rendono questa missione la più complessa della serie Sentinel. Il sensore denominato Ocean and Land Colour Instrument offre un nuovo sguardo sulla Terra, monitorando l’ecosistema oceanico, supportando l’agricoltura e la gestione dei raccolti e fornendo stime delle coperture nuvolose e degli aerosol atmosferici: tutte attività che portano benefici molto significativi alla società umana.

Questa immagine è anche disponibile nell’ambito dell’ Earth from Space video programme.


---

Mediterranean Wonders

Various countries in the Mediterranean Sea were captured last 10 May by the Sentinel-3A satellite, in this false-colour image (view/download it in Hi-Res).

Parts of Greece, Turkey and Libya are featured, showing their distinct relief differences. In the middle of the image is the Greek island of Crete, dominated by harsh mountains rising out of the sea.

Home to hundreds of migratory bird species and some small wild animals, the landscape of Crete is characterised by mountain ranges reaching some 2400 m, along with natural harbours, coastal plains and the typical Mediterranean scrub.

Northwest of Crete is a large part of Greece’s mainland, showing dense vegetation and agricultural landscape, while under the clouds a small part of Italy’s ‘heel and tip’ are visible.

At top right, parts of southwestern Turkey are distinct, indicating a mixture of agricultural landscape and mountainous regions, where bare soil and rock formations prevail.

At the bottom of the image, Libya’s arid desert is evident, with the Saharan plateau comprising some nine-tenths of the country, making it truly a sea of sand.

Launched last 16 February, Sentinel-3A carries four instruments working together, making it the most complex of all the Sentinel missions. Its Ocean and Land Colour Instrument offers a new eye on Earth, monitoring ocean ecosystems, supporting crop management and agriculture, and providing estimates of atmospheric aerosol and clouds – all of which will bring significant benefits to society.

This image is also featured on the Earth from Space video programme.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Mediterranean Wonders". Traduzione: Gianluca Pititto)

Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/

 

L’immagine che pubblichiamo questa settimana è stata acquisita dal satellite Sentinel-2A in data 1 febbraio 2016 e mostra l'area centro-meridionale del Plateau Tibetano, nei pressi del confine con il Nepal occidentale e con lo stato indiano del Sikkim (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Il Plateau Tibetano è stato generato da una collisione continentale avvenuta circa 55 milioni di anni fa, quando la placca Placca Indiana in movimento verso nord entrò in collisione con la Placca Euroasiatica, determinando un effetto di accartocciamento ed elevazione del territorio. Ed elevazione ci fu. Con una altezza media che supera i 4500 m ed un’area di 2,5 milioni di kmq, oggi risulta il plateau più alto e più esteso tra quelli esistenti al mondo.

Il plateau costituisce inoltre la terza riserva di ghiaccio più grande al mondo, dopo Artico ed Antartico. Negli anni più recenti l’aumento delle temperature ne sta determinando un rapido scioglimento.

In basso di questa immagine a falsi-colori è riconoscibile parte dell’Himalaya, con distinguibile il motivo che indica il deflusso delle acque dalle montagne. Al termine di questi fiumi e ruscelli si possono osservare depositi di sedimenti di forma triangolare – conoidi alluvionali – che si formano quando i flussi colpiscono la piana e si espandono.

Un vasto conoide alluvionale è visibile nella porzione alta e centrale dell’immagine, mentre alcuni conoidi più piccoli possono essere individuati sulla sinistra.

I conoidi alluvionali sono soggetti ad inondazioni e sono aree a rischio crescente per il fatto che il cambiamento climatico ha effetto sui ghiacciai del globo, determinando una accelerazione della liquefazione.

Grazie al vantaggio di trovarsi ad una quota di circa 800 km i satelliti possono monitorare i l’evoluzione della massa dei ghiacciai, del loro scioglimento e tanti altri effetti che il cambiamento climatico ha sul nostro pianeta.

Questa immagine è anche disponibile nell’ ambito dell’ Earth from Space video programme.


---


Southern Tibetan Plateau


The southern-central edge of the Tibetan Plateau near the border with western Nepal and the Indian state of Sikkim is pictured in this Sentinel-2A image from 1 February 2016 (view/download in Hi-Res).

The Tibetan Plateau was created by continental collision some 55 million years ago when the north-moving Indian Plate collided with the Eurasian Plate, causing the land to crumple and rise. And rise it did. With an average elevation exceeding 4500 m and an area of 2.5 million sq km, it is the highest and largest plateau in the world today.

The plateau is also the world’s third largest store of ice, after the Arctic and Antarctic. In recent years, rising temperatures have caused rapid melting.

Part of the Himalayas is visible along the bottom of the false-colour image, with the distinct pattern of water runoff from the mountains. At the end of these rivers and streams we can see the triangle-shapes of sediment deposits – alluvial fans – formed when the streams hit the plain and spread out.

One large alluvial fan is visible in the upper-central portion of the image, while smaller ones can be seen on the left.

Alluvial fans are subject to flooding, and these areas are increasingly at risk as climate change taking its toll on the world’s glaciers causes accelerated melting.

From their vantage point 800 km high, satellites can monitor changes in glacier mass, melting and other effects that climate change has on our planet.

This image is also featured on the Earth from Space video programme.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Southern Tibetan Plateau". Traduzione: Gianluca Pititto)

 

L’immagine che proponiamo questa settimana ai nostri lettori ci porta al di sopra del Regno Unito: è stata acquisita lo scorso 9 maggio dal satellite recentemente lanciato Sentinel-3A ed è del tipo a falsi-colori (image guardala/scaricala in alta risoluzione).

Il Regno Unito (UK) è una nazione che sorge su un’isola del nord-ovest dell’Europa ed è costituito da Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord.

Nella parte centrale ed un po’ in alto nell’immagine possiamo riconoscere alcune scie di velivoli aerei: il vapore acqueo condensa attorno a piccole particelle presenti negli scarichi degli aerei, dando origine in tal modo a cristalli di ghiaccio.

Il risultato è la formazione nel cielo di una scia di condensazione allungata di aspetto simile ad una nuvola, presenza chiaramente individuabile nel centro dell’immagine.

Risulta anche evidente in alto a destra una copertura nevosa sul sud della Norvegia. In basso a destra è chiaramente visibile parte dell’Olanda, con l’inconfondibile lago Markermeer di 700 kmq di superficie.

Nel sud del Mare del Nord/Canale d’Inghilterra si può notare una fioritura di alghe, che appaiono di tonalità blu chiaro e verde. Al contempo, più vicino alla costa possiamo osservare sedimenti di color marrone in prossimità degli sbocchi sul mare di fiumi e ruscelli.

Sulla estremità del Regno Unito le Highlands scozzesi appaiono di colore marrone chiaro, in corrispondenza di suolo nudo e formazioni rocciose, con appena un po’ di vegetazione. Il resto dell’isola, così come la parte visibile dell’Irlanda, appare molto verde, a causa della folta vegetazione.

Il sensore di Sentinel-3A denominato 'Ocean and Land Colour Instrument' consente di fatto un nuovo sguardo sulla Terra, in grado di monitorare gli ecosistemi degli oceani, di supportare la gestione delle coltivazioni e dell’agricoltura e di fornire previsioni di aerosol e coperture nuvolose in atmosfera: tutte attività che portano rilevanti benefici alla società, accrescendo l’informazione disponibile ai responsabili delle decisioni.

L’immagine è anche disponibile all’interno dell’ Earth from Space video programme.

---

United Kingdom

The recently launched Sentinel-3A satellite takes us over the United Kingdom, in this false-colour image acquired on 9 May (image view/download it in Hi-Res).

Made up of England, Scotland, Wales and Northern Ireland, the UK is an island nation in northwestern Europe.

At the top centre of the image, we can see aircraft contrails – water vapour condenses around the small particles in the aircraft exhaust to form ice crystals.

The result is the formation of an elongated cloud-like condensation trail in the sky, unmistakable in the centre of the image.

At top right, some snow cover in southern Norway is still evident. At bottom right, part of the Netherlands with the unmistakable 700 sq km Lake Markermeer is clearly visible.

In the southern North Sea/English Channel, an algal bloom is distinguishable in shades of light blue and green. Meanwhile, closer to the coast we can see brown sediments where rivers and streams run into the sea.

The Scottish Highlands at the tip of the United Kingdom appear light brown, representing bare soil and rock formations, with some vegetation. The rest of the island, as well as the visible part of Ireland, are very green, representing dense vegetation.

Sentinel-3A’s Ocean and Land Colour Instrument is a new eye on Earth, monitoring ocean ecosystems, supporting crop management and agriculture, and providing estimates of atmospheric aerosol and clouds – all of which will bring significant benefits to society through more informed decision-making.

This image is also featured on the Earth from Space video programme.

(Fonte: ESA - Image of the week: "United Kingdom". Traduzione: Gianluca Pititto)

 

Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/

 

L’immagine satellitare di questa settimana è stata acquisita da Sentinel-2A e mostra i diversi paesaggi offerti dal deserto orientale di Atacama, nel Sud America (image guardala/scaricala in alta risoluzione).

La regione mostrata si estende per circa 200 km ad est della città cilena di Antofagasta sulla costa dell’Oceano Pacifico (non visibile nell’immagine) ed è praticamente priva di vegetazione.

Nella parte alta dell’immagine possiamo osservare parte della più grande pianura salata del Cile, chiamata Salar de Atacama. Si trova ad una quota media di circa 2300 m sul livello del mare ed è originata dal deflusso di acque provenienti dalle Ande, le quali – non avendo sbocchi di drenaggio- finiscono per evaporare, lasciando depositi di sale.

Si tratta del più grande e più puro deposito attivo di litio, contenente circa il 30% della riserva base mondiale di litio ed inoltre costituisce anche bacino di approvvigionamento di quasi il 30% del carbonato di litio mondiale.

I rettangoli ed i quadrati color turchese chiaro visibili lungo la parte alta dell’immagine sono bacini artificiali di evaporazione. Acque salmastre sub-superficiali sono estratte da sotto la crosta salina in due differenti zone. In una di esse, le acque salmastre estratte presentano ineguagliabili livelli di concentrazione di potassio e litio. Nell’altra, le acque ottenute presentano un' elevata concentrazione di solfato e boro.

Nella parte dell’immagine in basso a destra possiamo osservare lo stratovulcano di Solompa, conosciuto per il suo ‘deposito di valanga di detriti’ dovuto al cedimento del terreno del suo bordo occidentale, circa 7000 anni or sono. L’area è stata da allora parzialmente riempita dalla lava ed è possibile osservare lava di colore scuro fluire attorno al vulcano.

La strumentazione multispettrale a bordo di Sentinel-2 sfrutta parti dello spettro infrarosso per analizzare la composizione minerale del terreno laddove la copertura di vegetazione è sporadica. In questa immagine a falsi colori le forti sfumature di marrone ed arancio sono dovute all’impiego di una porzione infrarossa dello spettro, tecnica che induce una enfatizzazione dell’intensità del colore.

Questa immagine – che è anche disponibile presso l’ Earth from Space video programme – è stata catturata da Sentinel-2A lo scorso 8 marzo. Questo satellite è il primo dei due satelliti gemelli della missione Sentinel-2 del Programma Europeo Copernicus: trasporta un sensore per immagini multispettrale ad alta risoluzione ed ampia impronta a terra (‘wide swath’), che utilizza 13 bande spettrali allo scopo di ottenere una nuova visione dei territori e della vegetazione terrestre.


---



Chile’s salt flat

The Sentinel-2A satellite takes us to the diverse landscape of the eastern Atacama desert in South America (image view/download in Hi-Res).

The region pictured lies around 200km east of the Chilean city of Antofagasta on the Pacific coast (not pictured), and is virtually devoid of vegetation.

At the top of the image we can see part of Chile’s largest salt flat, the Salar de Atacama. With an average elevation of some 2300 m above sea level, it is formed by waters flowing down from the Andes, which, having no drainage outlets, are forced to evaporate, leaving salt deposits.

It is the world’s largest and purest active source of lithium, containing some 30% of the world's lithium reserve base, and providing almost 30% of the world’s lithium carbonate supply.

The bright turquoise rectangles and squares visible along the top part of the image are evaporation ponds. Subsurface salt brines are pumped from beneath the saline crust in two different areas. In one of them, extracted salt brines have unrivalled concentration levels of potassium and lithium. In the other, the brines obtained contain high concentrations of sulphate and boron.

In the lower right part of the image we can see the Socompa stratovolcano, known for its ‘debris avalanche deposit’ where the land collapsed on its western rim some 7000 years ago. The area has since been partially filled by lava, and we can see dark lava flows around the volcano.

The multispectral instrument on Sentinel-2 uses parts of the infrared spectrum to analyse mineral composition where vegetation is sporadic. In this false-colour image, the intense shades of brown and orange come from the use of an infrared part of the spectrum leading to an exaggeration of colour intensity.

This image – also featured on the Earth from Space video programme – was captured by Sentinel-2A on 8 March. The satellite is the first in the twin satellite Sentinel-2 mission for Europe’s Copernicus programme, and carries a wide-swath high-resolution multispectral imager with 13 spectral bands, for a new angle on our land and vegetation.


(Fonte: ESA - Image of the week: "Chile’s salt flat")

Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/

 

Pagina 1 di 4
Trimble Italia
Trimble Italia

ESA - Immagine della settimana

Leica Viva
Italdron
GEOforALL @rivistageomedia

Video del mese

Video TFA

Video intervista del mese

GEOWEB
GeoBusiness 2017
UAV Expo Europe

Disclaimer

I contenuti redazionali di questo sito (articoli, editoriali, redazionali, video e podcast) sono soggetti ai seguenti Termini di utilizzo
Redazione MediaGEO soc. coop. Via Palestro, 95 00185 Roma. Testata telematica con reg. al Tribunale di Roma n° 231/2009 del 26-6-2009. 

mediaGEO soc. coop.

Via Palestro, 95 - 00185 Roma

Tel. +39 06.64.87.12.09   

Fax +39 06.62.20.95.10

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

markerTrovaci su Google Maps

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Per ulteriori informazioni consulta la Privacy Policy oppure i nostri Termini di utilizzo