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#mappiamoprima

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Aumentare e rendere omogenea la qualità del dato cartografico è possibile

Aumentare e rendere omogenea la qualità del dato cartografico è possibile

L'ultimo evento sismico occorso ha messo in luce la criticità della non omogeneità della cartografia sul territorio nazionale, infatti il sisma si è verificato in una zona al confine di quattro regioni, alcune delle quali molto carenti sotto il profilo della dotazione cartografica

La cartografia durante le emergenze assume un valore incredibilmente strategico e di fondamentale importanza per salvare vite umane, per essere poi nell'ordinarietà dimenticata senza attuare quello che è classicamente definito giovarsi del tempo di pace per essere pronti nei tempi di guerra. Le riflessioni riportate inel numero speciale di GEOmedia dedicato alla Cartografia per l'Emergenza derivano dalla lettura di alcune esperienze accumulate sul campo nel soccorso tecnico urgente in eventi emergenziali che hanno permesso di evidenziare l'importante ruolo che gioca la geomatica in tali situazioni.

Da questo numero speciale è stato ricavato un VADEMECUM dedicato al gravoso problema della cartografia per l’emergenza così come si è presentato ancora in occasione del terremoto del Centro Italia del 24 Agosto 2016. Tutti gli interventi riportati hanno il fine di contribuire a migliorare la situazione della cartografia facendo tesoro delle esperienze passate e da questi si è estratto una sintesi che di seguito riportiamo.

Un particolare ringraziamento v a tutti gli autori che hanno contribuito:
Biancamaria Cristini, Renzo Carlucci, Michele Fasolo, Gabriele Garnero, Isabella Toschi, Fabio Remondino, Flavio Lupia, Marco Minghini, Maurizio Napolitano, Alessandro Palmas, Alessandro Sarretta, Flavio Celestino Ferrante, Maurizio Ambrosiano, Erica Nocerino, Pier Francesco Cardillo, Domenico Grandoni, Anna Laura Di Federico, Stefano Mugnoli, Damiano Abbatini, Raffaella Chiocchini, Fabio Lipizzi, Gabriele Ciasullo, Antonio Rotundo, Alberto Conte, Maria Paola Bonofiglio, Laura Petriglia

VADEMECUM

Cartografia per l'Emergenza

Alcuni consigli da seguire prima, durante e dopo

NECESSITÀ PRE-EVENTO

Costituire un set di dati geospaziali preventivo

È necessario che il paese crei una SDI (Spatial Data Infrastructure, anche denominata Infrastruttura di Dati Territoriali) accessibile a tutti gli addetti ai lavori, soprattutto in caso di emergenze naturali.

Cartografia adatta

È di fondamentale importanza avere a disposizione una cartografia a grande scala per le zone urbane (1:200. 1:1000, 1:500), di elevata precisione, in formato vettoriale (per permettere analisi spaziali quali il routing, il geocoding, il fleet management), aggiornata, con valenza legale, in formato e riferimento standard ufficiale per poter essere integrata con altri archivi digitali.

Qualità dei dati e formati

È necessario promuovere azioni di verifica della correttezza dei dati presenti nelle banche dati, condividendoli e mettendoli a disposizione, utilizzando esclusivamente gli standard e i formati ufficiali previsti dal Dlgs. 32/2010 e pubblicati tramite il Geoportale Nazionale http://www.pcn.minambiente.it ,  che rappresenta la banca dati centralizzata, in grado di aggregare dati provenienti da soggetti pubblici diversi, attraverso la condivisione di regole e l’adozione di standard.

Licenze d’uso

Da non lasciare irrisolte affinché i dati geografici siano disponibili liberamente, per gli usi a scopi umanitari, evitando i problemi spesso riscontrati in passato relativi alla proprietà e alla licenza d’uso dei prodotti.

Open Data

Bisogna avere più coraggio nell’aprire i dati e nell’accompagnare questa operazione ad azioni di divulgazione, in modo da far crescere questa cultura del dato di cui abbiamo tanto bisogno (per esempi e direttive: http://italiasicura.governo.it/ ; http://www.openricostruzione.it/ ).

OpenStreetMap

Inizialmente focalizzato sulla sola mappatura delle strade, in seguito si è esteso a qualunque elemento georiferibile (da edifici e corsi d’acqua fino ad alberi, panchine e arredo urbano). È un progetto da promuovere incentivandone la partecipazione.

Dati Istat integrati alla cartografia

Ai fini del soccorso è importante l’integrazione della cartografia con le variabili censuarie Istat contenenti i dati relativi a popolazione, edifici e attività produttive; tale integrazione rende disponibili informazioni che si rivelano decisive nella fase di soccorso.

Integrabilità delle informazioni

Si deve predisporre l’integrabilità delle informazioni che derivano dalla cooperazione degli utenti in rete, su piattaforme web e sui social (Twitter, Facebook, Youtube, Google Maps, etc.).

Catasto per le PA

Per tutte le Pubbliche Amministrazioni , attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate, è disponibile il “Sistema di Interscambio”, il cui accesso avviene mediante servizi di cooperazione applicativa. I servizi di download, gratuiti per tutte le Pubbliche Amministrazioni, riguardano la cartografia catastale in formato vettoriale, i dati censuari del Catasto Terreni e del Catasto Urbano, i dati metrici delle UIU (Unità Immobiliari Urbane) e altro.

Catasto per i Comuni

Per tutti i Comuni (esclusi i Comuni delle province autonome di Trento e Bolzano) è disponibile, attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate, una specifica piattaforma per l’interscambio gratuito dei dati (il “Portale per i Comuni”), dove è possibile scaricare, gratuitamente, per il territorio di propria competenza, la cartografia catastale in formato vettoriale, i dati censuari del Catasto Terreni e del Catasto Urbano, i dati metrici delle UIU, gli atti di aggiornamento, le note di trascrizione, i fabbricati mai dichiarati in Catasto, ecc.

Aggiornamento dei dati Catastali

I Comuni devono presentare al Catasto gli atti tecnici per l’aggiornamento delle strade e degli edifici, di proprietà del Comune stesso.

Aggiornare l’anagrafe dei numeri civici

I Comuni devono provvedere alle verifiche dei numeri civici e alla loro eventuale attribuzione (eliminando la dicitura s.n.c.) sul “Portale per i Comuni” dell’Agenzia delle Entrate, nell’apposito spazio ed inserire informazioni aggiornate e verificate.

Repertorio nazionale dei dati territoriali

Il catalogo nazionale dei metadati http://www.rndt.gov.it risponde all’esigenza di ricerca di dati e servizi geografici necessari per supportare il processo decisionale e pertanto le Amministrazioni sono tenute ad aggiornarlo costantemente con informazioni tempestive e attendibili.

DURANTE L'EMERGENZA

Aggiornamento cartografico con Droni

Esce consolidato ed affermato dalle recenti esperienze che il rilievo da UAV (Unmanned Aerial Vehicle, usualmente chiamato drone) si affianca al telerilevamento da satellite per derivare cartografie anche approssimate e rappresentazioni della situazione post evento. L’attuale tecnologia più diffusa per imezzi ad ala fissa consente, in un tempo medio inferiore ai 20 minuti, di coprire, volando ad un’altezza di 150 metri, una zona ampia qualche km2.
La disponibilità di batterie e piattaforme ridondanti elimina il tempo d’inattività tra un volo e l’altro.
Per il raggiungimento di buone precisioni (anche al fine di un successivo utilizzo delle immagini acquisite) e considerando che è necessario trovare il
giusto compromesso tra il numero di punti rilevabili a terra nel tempo disponibile, l’accessibilità del sito e i mezzi a disposizione, si consiglia di:
- eseguire voli con ricoprimenti dell’ordine del 75-80%, sia in senso longitudinale che trasversale.
- considerare che l’aumento dei punti di controllo a terra conduce al miglioramento della qualità metrica dei rilievi.
- operare, al posto di una presa semplice, con uno schema di ripresa incrociato.
Si consideri che risoluzioni a terra dell’ordine di 4-5 cm in fase di presa, possono portare ad accuratezze ragionevoli migliorabili con una ottimale
distribuzione di punti di appoggio ed uso di processi di restituzione fotogrammetrici, anche attivabili in fasi successive all’evento.

Considerazioni sulla normativa ENAC per Droni

In condizioni di grave evento i perimetri di sorvolo si trovano all’interno delle cosiddette “zone rosse”, per le quali è già di per sé garantita l’assenza di popolazione. In questa situazione, i tecnici addetti alla sicurezza sono già in qualche misura in contatto con le sale operative, ottemperando di fatto alla situazione prescritta dall’art. 27 del regolamento che richiede che le persone in area di sorvolo siano sotto il diretto controllo dell’operatore SAPR.
Sulle aree colpite da emergenza viene solitamente dichiarata, attraverso un NOTAM, una no fly zone che preclude tutte le autorizzazioni eventualmente in corso, lasciando quindi alle determinazioni conseguenti il nuovo stato dei luoghi le indicazioni in merito ai permessi di sorvolo;
Per i mezzi di proprietà dei Vigili del Fuoco e delle forze di Polizia viene ordinariamente applicata la normativa prescritta dall’art. 744 comma 4 del Codice della Navigazione, che consente maggiori flessibilità di utilizzo per gli Aeromobili di Stato. In tali evenienze, nel caso in cui il pilota di questi mezzi dovesse essere un tecnico non appartenente all’Amministrazione, verrebbe rilasciata una qualifica di Ausiliario di Polizia Giudiziaria / Pubblica Sicurezza , con la conseguente possibilità di operare.

Software usato per restituzione da Droni

È necessario ponderare l’uso di software speditivi come ad esempio quelli derivati dall’approccio Structure from Motion (SfM), che derivano una prima ricostruzione 3D sparsa della scena rilevata, presentando innegabili vantaggi in termini di velocità e automazione in fase di elaborazione. Nei casi in cui le immagini non siano state acquisite correttamente e il processo di elaborazione verificato, i risultati all’apparenza ‘gradevoli’ possono occultare in realtà errori o deformazioni geometriche.

Ufficialità dei rilievi da Drone

I dati rilevati possono avere una accuratezza anche al di sotto dei 10 cm se si verifica l’attendibilità del prodotto intermedio del DTM. Prassi da consigliare e rendere obbligatoria nel caso in cui le elaborazioni debbano essere impiegate in restituzioni con carattere di ufficialità.

Popolazione Residente

Il dato della popolazione residente è fondamentale già nelle prime fasi della ricerca dei dispersi. L’incrocio dei dati relativi alle particelle catastali con quelli relativi alla popolazione residente consente di orientare correttamente i soccorsi e di mappare efficacemente le attività svolte.

Google Street View

Il servizio di Google Street View, disponibile sulle strade di grandi e piccoli centri, consente di visualizzare le immagini dei fronti stradali degli edifici pre-evento per avere informazioni vitali per la ricerca dei dispersi. Tramite apposite app è possibile combinare dinamicamente planimetrie, ad esempio quelle catastali, con lo scorrere a schermo dei fronti stradali. (per la copertura vedi http://www.google.com/help/maps/streetview/learn/where-is-street-view.html )

Entità “Fabbricato” del Catasto

Per meglio localizzare eventuali dispersi, possono essere di utilità le nuove informazioni associate alla entità catastale “Fabbricato” che riguardano:
elenco delle UIU e relative planimetrie, numero delle UIU, tipologia (residenziale, commerciale, residenziale promiscuo, ville e villini ecc.), superficie dell’impronta al suolo, superficie di piano (minima, media e massima), destinazione d’uso prevalente (residenziale, commerciale, produttivo ecc.), numero di UIU raggruppate per categoria (abitazioni, negozi, ospedali, scuole, uffici pubblici, opifici, alberghi, teatri, ecc.),
indirizzo certificato dal Comune, anno di costruzione, numero dei piani (fuori terra ed entro terra).

Debolezza della georeferenziazione GNSS su smartphone

La georeferenziazione con GNSS, a fronte di una sua diffusione potente nei comuni smartphone e semplici dispositivi portatili, rende disponibile un posizionamento carente della precisione adeguata alla necessità di localizzazione negli scenari emergenziali, tale da rendere spesso preferibile l’individuazione dei punti relativi alle operazioni a mano su carta stampata. I recenti sviluppi tecnologici e metodologici si stanno comunque
muovendo verso la realizzazione di strumenti di posizionamento più precisi (Galileo) e soluzioni assistite per canyon urbani e interni.

Attivazione del sistema di emergenza Copernicus (EMS)

Possono attivare il sistema di Emergenza Copernicus per la produzione di mappe di danno rilevate da confronto di immagini da satellite o da aereo:
- Authorized Users (National Focal Point negli Stati Membri e nei paesi appartenenti al meccanismo europeo di Protezione civile -i servizi EC e la Situation Room dell‘European External Action Service) compilando un modulo di Richiesta di Servizio disponibile sul portale Copernicus EMS all’indirizzo
http://emergency.copernicus.eu/mapping/ems/how-use-service.
Il modulo dovrà essere inviato a ECHOERCC@ec.europa.eu, facendo seguire all’invio del modulo una chiamata alla centrale operativa situata a Bruxelles (+32- 2-29-21112).
- Associated Users (organizzazioni governative internazionali od organizzazioni non governative nazionali e internazionali, enti e istituzioni nel perimetro dell’European External Action Service) contattando il proprio Focal Point nazionale, se noto, o rivolgendosi direttamente all’ERCC per supporto.
Gli altri utenti General Public Users non sono autorizzati ad attivare il servizio, ma possono accedere a tutte le informazioni e ai dati sulle attivazioni in corso e passate attraverso il portale: http://emergency.copernicus.eu
Vigili del fuoco
Politecnico di Torino
Catasto
RNDT
Fondazione Bruno Kessler
Politecnico di Torino
geoportale
VGI
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