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Mercoledì, 25 Gennaio 2017 15:56

Il futuro delle Smart City storiche si basa sulle tecnologie dell’infrastruttura geografica

Renzo Carlucci

Da pochi anni sono stati avviati molti progetti per l’innovazione tecnologica finalizzati alla realizzazione di Smart City e i primi risultati non dovrebbero tardare ad essere visibili. La ricerca avanza comunque, anche nella tradizionale carenza di fondi, con sforzi congiunti a livello globale che stanno facendo la differenza. 

Basta vedere i risultati di servizi, come quelli dedicati ai trasporti in città, ove la struttura storica ostacola l’intelligenza diffusa, che cominciano ad avanzare e a soppiantare schemi consolidati. MyTaxi, ad esempio, una applicazione originata in Germania ed ora attiva in alcune città italiane, sorprende per la sua facilità d’uso, consentendo di avere sul proprio smartphone in pochi secondi la posizione del più vicino taxi disponibile a venire a prenderci con tanto di indicazione del costo del percorso richiesto, il tempo stimato e anche un breve profilo dell’autista. Non servono neanche i soldi potendo tranquillamente pagare dallo smartphone collegato alle nostre carte di pagamento elettroniche. 

Quanto c’è di ricerca geospatial in questa applicazione? Molto, anzi si potrebbe dire che quasi tutto è basato su principi geospatial, dalla georeferenziazione satellitare alle cartografie trasformate in grafi stradali connesse ai Location Based Services.

La vita nella città storica deve fare i conti con la presenza di Patrimonio Culturale che va custodito e contemporaneamente fruito, sia direttamente che indirettamente attraverso le tecnologie disponibili. Ecco che processi di manutenzione e fruizione si integrano con mobilità, trasporti e infrastrutture, tutti aspetti interconnessi che devono trovare tra loro l’ottimizzazione delle funzioni e delle infrastrutture di base. 

Tra queste l’infrastruttura geografica è la prima a dovere essere unificata omogeneizzata, arricchita e messa a disposizione apertamente formando la base per la gestione di tutte le altre applicazioni. Le tecnologie quali quelle dell’Internet of Things, l’Intelligenza Artificiale, la Realtà Aumentata e Virtuale, i sensori e le tecnologie per la prospezione del sottosuoloIo, si poggeranno così su un riferimento geografico universale di precisione che consenta la realizzazione di accurati interventi anche nel sottosuolo, resi difficili nelle città storiche dalla presenza del substrato archeologico. 


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