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Giovedì, 15 Dicembre 2016 17:43

Il nuovo editor EDI permette di creare metadati secondo le specifiche RNDT

Redazione GEOmedia

Le politiche europee e nazionali promuovono la valorizzazione dei dati prodotti dalla Pubblica Amministrazione: perché diventino volano di innovazione e sviluppo, uno sforzo tecnico da sostenere è la loro accurata descrizione secondo specifiche ben definite.

Proprio per semplificare questo lavoro, mettendolo alla portata dei non esperti, il CNR ha sviluppato l’editor web EDI.

Un nuovo strumento che si aggiunge alla “cassetta degli attrezzi” delle pubbliche amministrazioni italiane (e non solo) tenute a documentare le proprie risorse geografiche (dataset e servizi) nel RNDT.

Il software EDI, infatti, permette di creare metadati secondo le specifiche del RNDT. Pensato per diversi tipi di utenti, aiuta la compilazione dei campi richiesti attraverso una semplice interfaccia web. Non richiede competenze tecniche e facilita il lavoro con finestre a scelta multipla, l’auto-completamento dei campi e widget dedicati per compiti specifici (es. estensione temporale e spaziale).

EDI è stato implementato come strumento versatile per potersi adattare a diversi ambiti di lavoro quali gruppi, progetti o istituti di ricerca e pubbliche amministrazioni.

Esso è configurabile per produrre metadati secondo diverse specifiche - oltre a RNDT, sono già supportati INSPIRE e SensorML - e riduce le attività di metadatazione, interrogando sorgenti di dati semantici relative all’ambito tematico (es. vocabolari controllati, liste codificate e anagrafiche utenti).

Può essere utilizzato da solo, o essere integrato in altre piattaforme, come ad esempio quella del progetto RITMARE (GET-IT).

Per le sue caratteristiche EDI può supportare il processo individuato con le linee guida per l'interoperabilità semantica attraverso i Linked Open Data definite da AgID.

Si tratta di un software Free Open Source (FOSS), rilasciato con licenza GNU GPL v3 ed è disponibile in GitHub.

Per maggiori informazioni e i dettagli delle specifiche tecniche si rimanda al paper: Pavesi, F., A. Basoni, C. Fugazza, S. Menegon, A. Oggioni, M. Pepe, P. Tagliolato, and P. Carrara. “EDI – A Template-Driven Metadata Editor for Research Data.” Journal of Open Research Software - JORS 4 (October 25, 2016). doi: 10.5334/jors.106.

(Fonte: RNDT)


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