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Venerdì, 15 Aprile 2016 12:01

Il riutilizzo dei due satelliti Galileo in orbite eccentriche

Redazione GEOmedia
I satelliti Gailileo 5-6, posti sulla parte superiore del lanciatore Soyuz , la sera del 19 agosto 2014. I satelliti Gailileo 5-6, posti sulla parte superiore del lanciatore Soyuz , la sera del 19 agosto 2014. ESA/CNES/Arianespace

Lo scorso anno, l'Agenzia Spaziale Europea, ha accidentalmente inserito due satelliti del sistema Galileo (l'equivalente del GPS americano), in un'orbita più eccentrica non corretta.

Le loro orbite non geostazionarie, a 36000 km dalla Terra, li ha resi inutilizzabili per il sistema di posizionamento globale dell'ESA, ma un gruppo di ricercatori ha proposto un utilizzo dei satelliti per scopi scientifici teorici, e più in particolare, per verificare un aspetto della teoria della relatività generale di Einstein.

Questo esperimento satellitare durerà almeno un anno, e, quindi, si avrà tempo sufficiente per escludere eventuali errori sistematici. Ma prima di entrare nei dettagli dell'esperimento scientifico ricordiamo gli ultimi avvicendamenti sulle conferme dell'esistenza della ragnatela spazio-tempo. Grazie alla fusione di due strumentazioni spaziali avanzatissime si è potuto escludere questo tipo di onda mai dimostrata scientificamente. Quindi la relatività generale, resta ancora uno dei capisaldi della fisica, ma non è verificata scientificamente ne tanto meno attraverso il metodo scientifico sperimentale. Sappiamo che esiste ma non possiamo studiarla.

Forse questo esperimento potrà fornire ulteriori chiarimenti riguardo alla teorie della relatività generale. A causa di questi satelliti situati ora in un'orbita non circolare e quindi più eccentrica, come affermano i fisici sperimentali, avremo un'ottima occasione per effettuare dei test particolari. Sappiamo che a bordo dei satelliti vi sono orologi molto avanzati. E sappiamo anche che un orologio vicino ad un oggetto massiccio come la Terra misurerà differentemente da un orologio situato più lontano. Quindi fondamentalmente i ricercatori dovranno calcolare tutte le misure, sia quelle più vicine, sia quelle più distanti, e verificare le differenze tra essi. Parte dell'esperimento sta in questo ma c'è un discorso molto più complicato dietro. Ed in particolare è riferito all'esattezza degli orologi stessi. E' chiaro che gli orologi a bordo dei satelliti siano particolarmente precisi, ma meno chiaro (per alcuni), è il fatto che ci siano orologi ancora più precisi e potenti sulla Terra. Quindi bisognerà cercare di effettuare i calcoli considerando anche gli errori e le tipologie di orologi usati.


Sperando che l'esperimento sia un successo, e che potrà porre ancora più chiarezza sulla teoria della relatività generale di Einsten, confidiamo nell'esattezza dei calcoli degli scienziati.

 

(Fonte: ScienceFriday)

 
 
 
 
 

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